AL Diocesano la Via Crucis sulle tele di Giorgio Albertini

Continua il viaggio del museo Diocesano attraverso i linguaggi della contemporaneità e le sue relazioni con l'arte antica e a la storia sacra. L’ultima mostra è la personale del pittore Giorgio Albertini (Milano, 1930) che compie un percorso attraverso quattro tele, «Quattro stazioni» che ripercorrono i momenti determinanti della «Via Crucis». Una mostra di pittura contemporanea, dove il riflesso della fotografia si fa sentire mentre i messaggi concettuali dell'artista trapelano dalle suggestive gradazioni date dai colori ad acrilico, dagli oggetti rappresentati nei quadri e da quelli esterni ad essi, che accompagnano le opere: l'ulivo, il trespolo del gallo, la corda della flagellazione, il legno della croce. Ispirandosi alle parole del Vangelo, quello di Marco, di Matteo e di Luca, Albertini ha realizzato quadri inediti, cercando di far rivivere allo spettatore l'incontro con il mistero della crocifissione, dalla notte in cui Gesù si ritirò sul monte degli Ulivi alla crocifissione. Come racconta Albertini: «Quel giorno è trascorso tragicamente fino alla crocifissione, dove non ho potuto fare a meno di colorare tutto di nero, non solo perché nel Vangelo si dice che diventò tutto una grande nube, ma anche perché questo nero significasse la fine dell'umanità di Cristo». Giorgio Albertini inizia la sua carriera artistica nel 1961; il suo stile è un'amichevole relazione tra la pittura informale e quella naturalistica. Dagli anni '70, elabora delle tecniche nuove utilizzando anche la fotografia: nascono le «Immagini ritrovate», il «London Inclusive Tour», il «Vecchio west».