La Diocesi contro la crisi da Pasqua mille euro ha chi ha perso lavoro

Mille euro al mese a chi ha perso il lavoro. A chi, con uno stipendio solo, non riesce più a far fronte al mutuo, a chi non è stato rinnovato il contratto a causa della crisi, a chi non ha nessuno a cui chiedere i soldi per mantenere dignitosamente i propri figli. A chi, e sono il 90 per cento, mai prima d'ora aveva avuto bisogno di aiuto economico né si era mai rivolta agli sportelli di assistenza. Dopo l'annuncio nella notte di Natale del cardinale Dionigi Tettamanzi che aveva donato a nome della diocesi milanese un milione di euro per aiutare i nuovi disoccupati della crisi, il fondo Lavoro-Famiglia comincerà ad essere distribuito. Sono più di mille le richieste già arrivate alla segreteria del Fondo. «Abbiamo scelto la Pasqua per iniziare a dare il contributo alle famiglie, come messaggio di speranza» spiega Luciano Gualzetti, vice presidente della Caritas Ambrosiana. Il cardinale aveva lanciato un appello affinché tutti partecipassero a questo progetto che nelle linee guida viene definito come «straordinario, integrativo e temporaneo». E i milanesi hanno risposto. Donazioni di privati, raccolte all'interno delle case di riposo e nelle parrocchie, la cifra in tre mesi è triplicata: ora sul conto corrente del Fondo ci sono 3milioni411.910 euro. «La risposta dei fedeli è andata oltre le nostre aspettative - continua Gualzetti -, segno che l'iniziativa del cardinale è stata apprezzata e condivisa». Al progetto oltre alla diocesi milanese e alla Caritas hanno partecipato anche le Acli. Insieme hanno messo sul campo 400 volontari che attraverso i centri di ascolto o gli oratori hanno raccolto domande e segnalazioni. Insieme hanno stabilito i criteri per l'assegnazione di questo fondo che resterà aperto fino al 31 dicembre 2010. «Il fondo è destinato a chi a causa dell'attuale crisi economica nei prossimi mesi perderà il lavoro e non sarà più in grado di mantenere dignitosamente sé e la propria famiglia» si legge nel documento sottoscritto. I contributi potranno arrivare fino ad un massimo di mille euro al mese per 3-4 mesi salvo poi rivedere la situazione caso per caso. Verranno privilegiate le famiglie italiane o straniere ma che siano regolarmente residenti sul territorio della diocesi ambrosiana e che si trovino in una situazione precaria a causa della crisi. «È importante rimarcare queste caratteristiche. Il fondo non vuole essere discriminante, ma nei confronti di altre situazioni di povertà abbiamo altri canali di aiuto», sottolinea il vice presidente della Caritas. «In questi mesi abbiamo subito un'impennata di richieste - racconta Gualzetti -. La tipologia è quella di una famiglia con due figli, che viveva con due stipendi. Non abbiamo a che fare con i classici poveri. Si tratta invece di gente normale che si è vista decurtare il reddito e che ora, fatti i conti, non riesce più a sostenere il carico di spesa». Il Fondo non chiuderà i battenti fino alla fine del 2010: «Il peggio secondo le nostre previsioni deve ancora arrivare - conclude Gualzetti - Sarà l'autunno e l'inverno prossimo quando molte famiglie si ritroveranno senza poter contare neppure sugli ammortizzatori sociali come la cassa integrazione».