Dionigi di Alessandria

Di famiglia pagana alessandrina, divenne cristiano e frequentò la scuola tenuta dal celebre Origene. Diventato maestro a sua volta, nel 231 resse lui la scuola. Nel 247 fu eletto vescovo dell’importante città ma dovette affrontare un predicatore pagano che suscitò un tumulto contro i cristiani. Nel 249 ci si mise anche l’editto persecutorio di Decio e Dionigi venne arrestato. Ma i cristiani riuscirono con una colletta a pagargli la cauzione e a farlo fuggire nel deserto del Libano. Cessata la persecuzione, rientrò ma subito si trovò davanti allo scisma di Novaziano, che si era proclamato papa al posto del legittimo Cornelio. Dionigi appoggiò Cornelio e il suo prestigio portò altri vescovi a prendere posizione. Risolta anche questa faccenda, in Alessandria scoppiò una terribile pestilenza che durò anni e mise in luce il diverso atteggiamento dei cristiani rispetto ai pagani: questi ultimi fuggivano, mentre i primi aiutavano i malati, anche pagani. Cessata la peste, ecco un altro problema: l’eresia dei sabelliani, che negavano qualunque distinzione tra le Persone della Trinità. Dionigi fronteggiò anche questa con la consueta energia e riuscì a venirne a capo. Nel 257 riprese la persecuzione con Valeriano e il prefetto d’Egitto cercò di convincere Dionigi e il suo clero a sacrificare alle divinità dell’Impero. Al rifiuto, furono tutti esiliati a Kephro in Libia. Dionigi ne approfittò per evangelizzare la zona. Potè rientrare solo nel 260 ma trovò una nuova pestilenza e la città in preda ai tumulti. Il santo vescovo concluse la sua travagliata esistenza nel 265. www.rinocammilleri.it