Il dipendente Atm aggredito se si salva resterà invalido

Restano gravi, seppur stazionarie, le condizioni di Filippo F., il dipendente Atm di 49 anni aggredito lunedì mattina alla stazione della metropolitana di Gessate da un senegalese clandestino 18enne poi arrestato dalla polizia. L’uomo, che risiede in provincia di Bergamo con la famiglia, lavorava da diversi anni per l’Azienda trasposti milanese e soffriva da tempo di problemi al cuore al punto che aveva subito degli interventi. I medici del reparto rianimazione dell’ospedale di Cernusco sul Naviglio, dove l’uomo è ricoverato in coma farmacologico, oggi faranno un punto sulle sue condizioni anche con la polizia. Tuttavia le previsioni sul suo stato di salute non sono incoraggianti: il controllore, se si salverà, potrebbe avere grossi danni cerebrali.
Ieri mattina l’onorevole Riccardo De Corato ha fatto visita al capezzale del ferito e, nel corso della visita, ha incontrato la direzione sanitaria dell’ospedale e diversi lavoratori e controllori di Atm che lavorano nei mezzanini delle stazioni della metropolitana e che erano in visita al collega in coma.
«Oltre ad aver istituito per i controlli in metropolitana e sulle linee di superficie un gruppo di vigili che, fino a maggio scorso, aveva il compito di identificare e arrestare i clandestini senza biglietto sulle linee Atm - ribadisce De Corato - nelle ore serali e notturne, in metrò, era prevista la presenza dei volontari dell'Associazione poliziotti in pensione. Anche loro da settembre sono stati tolti da questa amministrazione».
Intanto gli investigatori delle volanti che conducono le indagini sui fatti della metropolitana hanno ricostruito i momenti salienti dell’accaduto. Filippo F. ha bloccato l’africano, Yovo Alf Arsena Demba, perché utilizzava un biglietto urbano da un euro e cinquanta anziché uno extraurbano da due euro come previsto partendo dal capolinea di Gessate (linea verde, la 2). Come confermano le immagini delle telecamere, prima di essere colpito dal ragazzo con una scatola di biscotti prima all’orecchio sinistro poi alla clavicola, il dipendente Atm ha alzato tre dita della mano destra fino al mento del giovane, quasi a volerlo ammonire. Sempre le telecamere testimoniano che Filippo F. si è sentito male ben due minuti e mezzo dopo.
«Se avessi saputo quel che, poco dopo, è accaduto al controllore, mi sarei fermato per aiutarlo: come avrei potuto immaginare che, a quella breve scaramuccia, sarebbe seguito un malore simile?» ha dichiarato spontaneamente il senegalese alla polizia.
Il ragazzo è clandestino. Ha chiesto infatti il rinnovo del permesso di soggiorno negatogli per l’assenza dei presupposti al rilascio visti i suoi precedenti, seppur di poco conto. Il senegalese ora deve rispondere di resistenza e violenza a pubblico ufficiale, ma anche di lesioni gravissime: se venisse trovato un nesso di casualità tra il colpo sferrato a Filippo F. e il suo malessere potrebbe essere accusato di omicidio preterintenzionale.