Il dipendente Carige che indaga su Moncalvo

L’epoca di Brunetta sembra ancora non fare scuola. E la denuncia questa volta arriva nella maniera più curiosa possibile. A scovare questa storia di dipendenti che in orario di lavoro , anziché svolgere il proprio operato si dedicano ad altro, è stato Gigi Moncalvo, giornalista Rai, ex direttore della Padania e attuale candidato sindaco del centro destra per il Comune di Novi Ligure. Moncalvo, in sostanza, ritiene di essere stato spiato da un funzionario della Carige che in orario di lavoro avrebbe svolto delle ricerche sul suo conto in internet per poi spedire il contenuto dell’ inchiesta ad una senatrice della Lega Nord utilizzando i mezzi tecnici della banca.
L’ex giornalista Rai ha scritto così al direttore generale della Banca Alfredo Sanguinetto e al presidente Giovanni Berneschi riassumendo la vicenda. «Sono indignato perché in orario di lavoro- racconta Moncalvo- c’è chi ha utilizzato strumenti dell’azienda per “investigazioni” nei miei confronti, soprattutto su un tema sensibile e delicato come quello riguardante le mie opinioni ed i miei orientamenti politici e queste informazioni sono state poi inviate all’indirizzo fax di una parlamentare esterna all’azienda».
Il fatto risale al 12 settembre scorso quando da un fax degli uffici bancari è stato spedito un documento ripreso da una pagina internet del Corriere delle Sera risalente 10 marzo 2006. Nel testo veniva riportata una dichiarazione di Moncalvo che annunciava il suo sostegno a Prodi per le elezioni politiche. Una dichiarazione che lo stesso Corriere dovette smentire il giorno successivo. Ma quel fax ha raggiunto l’ufficio di Tortona della senatrice della Lega Rossana Boldi. «Si tratta di una chiara intromissione nella mia vita privata- prosegue Moncalvo- su informazioni particolarmente sensibili e raccolte per scopi che non hanno nulla a che vedere con l’attività dell’Istituto di credito».
A rispondere alla denuncia del giornalista è stato lo stesso direttore generale di Carige Alfredo Sanguinetto che si è scusato con l’interessato per il comportamento del funzionario che esula dal suo operato ma, allo stesso tempo, non ha ravvisato elementi per far seguito a provvedimenti disciplinari: «Il fax in questione- spiega Sanguinetto- era rintracciabile nell’archivio on line del quotidiano e liberamente accessibile alla rete».