Dipendente sospesa, le precisazioni della coop La Begonia

Riceviamo e pubblichiamo
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La società cooperativa «La Begonia», in relazione all’articolo pubblicato sul quotidiano il Giornale, cronaca di Roma del 22 novembre 2006 dal titolo «La Coop La Begonia sotto accusa per aver sospeso la dipendente», nel quale è stata fornita, anche per le dichiarazioni riportate, una visione distorta dei rapporti intercorsi con la socia lavoratrice sognora Bussa Eleonora, chiede, ai sensi della legge 05.08.1981 n. 416 di pubblicare a rettifica la presente lettera nella sua interezza per precisare che:
1) non è vero che la socia-lavoratrice in questione è una precaria in quanto la stessa, accanto al rapporto associativo, ha instaurato con la cooperativa un rapporto di lavoro subordinato a tempo indenterminato in base al quale, secondo le pattuizioni intercorse, svolge la propria attività lavorativa part-time al 72,5 per cento dell’orario edittale;
2) non è vero che la socia percepisca un compenso di euro 5,00 l’ora e non è vero che alla stessa sia stato «levato uno stipendio» in quanto la stessa ha regolarmente percepito tutti i mesi la sua retribuzione;
3) è vero invece che il rapporto di lavoro di che trattasi è disciplinato conformemente alle previsioni del vigente Ccnl del Commercio e dei Servizi con applicazione integrale e rigorosa degli istituti sia nominiativi sia economici (13 e 14, maggiorazione per lavoro festivo, ferie, Tfr eccetera);

4) è vero inoltre che la retribuzione, commisurata alle 29 ore settimanali effettivamente lavorate, è di circa euro 1.220 lordi mensili, oltre al versamento pieno dei contributi previdenziali e assistenziali e quindi di gran lunga superiopre ai 5,00 euro l’ora che la socia ha indicato falsamente nella intervista rilasciata alla trasmissione «Report»;
5) è vero infine che nell’anno 2004 l’assemblea dei soci della cooperativa, secondo il dettato normativo della legge 142/2001, ha deliberato il proprio stato di «crisi aziendale», poi fortunatamente revocato, per l’interruzione non prevista di alcuni appalti con contestuale impegno dei soci, deliberato in assemblea cui ha partecipato anche la signora Bussa, al ripianamento delle perdite subite o a valere sul capitale sociale, che costituisce garanzia dei rischi di impresa ai quali tutti i soci di società aventi personalità giuridica sono espositl, siulla quota Tfr già amaturata.
Quindi nessuna violazione di diritti del lavoratore c’è stata né prima né dopo, quando è stato avviato, secondo le norme poste a tutela del lavoratore stesso, il procedimento disciplinare con sospensione cautelativa, ma con diritto alla retribuzione, così da dare modo alla signora Bussa di esplicare nel migliore modo il suo diritto di difesa. Nessuno dunque è stato «messo alla porta» né v’è stata alcuna «persecuzione che minaccia la libertà di espressione» ma solo la necessità di far emergere la verità troppo facilmente mistificata e strumentalizzata come risulta dall’articolo in questione redatto in modo superficiale, senza alcuna verifica e senza alcun contraddittorio, pur doversoi per un corretto diritto di cronaca, con pericolo grave di ripercussione sul posto di lavoro che la Coop. La Begonia assicura in modo permanente a oltre 200 soci. Tanto si doveva, con riserva di ogni azione a tutela dei diritti tutti della Soc. Coop. La Begonia.