Un dipendente statale

È la follia: «L'impegno di scardinare la legge Castelli era nel programma di governo, abbiamo il dovere di pretendere che quegli impegni siano mantenuti». Chi ha detto questa frase? Prodi? Di Pietro? Un esponente del governo? Della maggioranza? Un elettore di sinistra? No. L'ha detta un magistrato già protagonista di inchieste sulla politica, peraltro esponente del Csm, peraltro elemento di spicco dell'Associazione magistrati, peraltro Armando Spataro. È sul Corriere della Sera di ieri, e mica è finita: «Dobbiamo fermare la separazione delle carriere». Dobbiamo chi? «Il tema della giustizia merita almeno lo stesso trattamento di quelli su cui l'Unione fa quadrato». È la follia, sì: ormai certi magistrati dalle basette imbiancate non hanno neppure più voglia di fingere equidistanza, ma che dico, indipendenza, la famosa indipendenza con cui ci hanno sfracellato le scatole per decenni. Dicono «dobbiamo», dicono «abbiamo», parlano come esponenti della maggioranza o come grandi elettori, parlano e soprattutto straparlano, visto che Spataro è riuscito pure a dire che «Tutti guardano al nostro sistema giudiziario». Sì. Per dire che fa schifo.