Dipendenti fantasma a Bologna E Cofferati li licenzia in tronco

Dieci giorni alla macchia senza dare spiegazioni: cacciati. Nel 2007 stipendi decurtati a 52 finti malati

da Bologna

Anche nella rossa Bologna si annidano i dipendenti pubblici fannulloni. All'inizio dell'anno il Comune di Bologna ne ha licenziati due: si assentavano dal lavoro senza dare giustificazioni, senza presentare certificati medici, a volte senza nemmeno avvertire il loro capoufficio. Una situazione inqualificabile che, dopo i richiami verbali e scritti ai due dipendenti fantasma, è sfociata nel licenziamento diretto.
All'ente pubblico, infatti, basta verificare l'assenza dal lavoro per dieci giorni senza motivazioni per procedere d'ufficio al licenziamento. Si tratta di casi-limite. La beffa è che l'amministrazione questi licenziamenti per giusta causa li paga anche cari: dopo il licenziamento, infatti, si aprono complicati e lunghi procedimenti di fronte a un giudice nel caso in cui il dipendente mandato via decida di opporsi alla decisione del datore di lavoro. Così, per esempio, nel 2001 il Comune licenziò un altro dipendente, sempre per assenteismo: l'impiegato è stato condannato dal giudice soltanto qualche mese fa.
Il licenziamento diretto, tuttavia, non è certo la norma. Nel 2007 in tutti i settori del Comune di Bologna sono arrivati 71 richiami verbali e 7 scritti, 14 multe, 5 sospensioni dal servizio. Infine, a 52 impiegati sono state decurtate cifre più o meno significative allo stipendio. Il motivo: sono stati pizzicati fuori di casa al controllo della visita fiscale. Due delle cinque sospensioni dal servizio, invece, sono scaturite dal fatto che i due dipendenti non avessero dichiarato il doppio lavoro. In un caso, per esempio, un dipendente faceva il commercialista in nero, sfruttando il fatto di lavorare in Comune all'Ufficio tributi. Anche la Provincia di Bologna si è data da fare: due pure in questo caso i dipendenti licenziati, anche se per altri motivi (peculato e abuso d'ufficio).