Dipendenti in mobilità alla Coca Cola di Sesto

Anche le bollicine più famose del mondo stanno scoppiando? Sembrerebbe di sì. Pare assurdo, ma sembrerebbe in crisi anche la Coca Cola, un prodotto che non conosce confini, un marchio commerciale travolgente per grado di popolarità e diffusione.
Coca-Cola Italia ha posto in mobilità 17 lavoratori su 82 della sua sede di Sesto San Giovanni. Lo hanno reso noto ieri la Uil e la Cgil.
«Dopo tre mesi di discussione - afferma il sindacato - non si è trovato ascolto da parte della direzione aziendale, la cui unica preoccupazione è quella di essere semplici esecutori di decisioni prese altrove».
Coca-Cola Italia è la società che gestisce il concentrato «segreto» che è alla base della ricetta della famosa bevanda e che decide le strategie di marketing. Il gruppo è separato dall’imbottigliatore Hbc, che ha molti più dipendenti.
«Il 23 marzo Coca-Cola Europa - afferma il gruppo - ha informato i propri dipendenti di un piano diretto a semplificare la struttura del business per migliorarne l’efficienza. L’azienda ha deciso di compattare la propria struttura passando da 10 unità di business a quattro: Iberia, Germania, Europa Nord-Occidentale e Paesi nordici, Centro-Sud Europa».
Secondo Coca-Cola, «la struttura di ogni nuova unità di business è stata condivisa con i dipendenti a maggio e le persone coinvolte sono state incoraggiate a candidarsi per un nuovo ruolo: la maggior parte di loro rimarrà all’interno dell’azienda», che conferma come «in Italia, in conformità alla normativa applicabile» sia stata attivata la procedura di mobilità.
I rappresentanti sindacali, secondo i quali Coca-Cola non sta subendo in modo particolare l’attuale crisi economico-finanziaria, affermano che «a fronte di questa decisione i lavoratori e le organizzazioni sindacali si attiveranno utilizzando tutti gli strumenti utili per scongiurare e far rivedere le posizioni» dell’azienda.