Diplomatico scomparso: il corpo era in una fogna

Carmine Spadafora

da Napoli

Dalla Stazione Centrale di Napoli, fino a via Marinella, ci sono circa 500 metri da percorrere: il giallo che da 2 mesi e 20 giorni accompagna la scomparsa del diplomatico canadese Brooks Lewis Miskell, 49 anni, di stanza all'ambasciata di Vienna, è racchiuso in quel mezzo chilometro di strada. Davanti alla stazione ferroviaria di Napoli, lo scorso 6 marzo, Miskell, a Napoli per una vacanza, fu visto l'ultima volta in vita. In via Marinella ieri mattina un geometra, che sta seguendo i lavori di rifacimento di una condotta fognaria, ha trovato il cadavere di un uomo, morto da oltre un mese e, quindi, in avanzato stato di decomposizione.
Il corpo è stato trovato in un pozzo fognario e gli investigatori della Digos sono quasi certi che si tratti del cadavere di Miskell. Anche gli abiti e gli oggetti personali confermerebbero che si tratta proprio del diplomatico canadese.
Miskell, dopo un tour europeo, era sbarcato a Napoli, proveniente da Londra. Qui sarebbe dovuto restare fino al 14 marzo, data in cui si sarebbe dovuto imbarcare su un aereo, destinazione Vienna. Il 15 marzo, preoccupata per la sua assenza e per la insolita mancanza di notizie, l'ambasciata canadese aveva dato l'allarme alle autorità italiane.
Probabilmente Miskell, come è stato detto fin dal primo momento della sua scomparsa, è incappato in uno dei tanti criminali che hanno fatto della Stazione la loro dimora abituale.
Un tentativo di rapina? Una violenza? Qualcosa di simile accadde, circa 7 anni fa, a un turista giapponese massacrato nei pressi della solita Stazione Centrale. Il suo errore? Chiese una informazione a un gruppo di extracomunitari. Lo trovarono qualche ora dopo in un angolo, ridotto a brandelli e senza i suoi averi.
Era dal 15 marzo che la Digos stava cercando il diplomatico. Certo l'approccio con la città del canadese non era stato dei migliori. Infatti, appurato che Miskell non aveva amici o parenti a Napoli, gli investigatori della Digos, una volta rovistati i registri degli alberghi, anche quelli più economici, oltre che dei bed and breakfast e delle camere in affitto per turisti, scoprirono che Miskell era arrivato un po' all'avventura, senza prenotare uno straccio di hotel dove soggiornare.
Una prima svolta alle indagini si ebbe il 24 marzo, quando la Digos arrestò un nigeriano, Desmond Anywi, 31 anni: l'extracomunitario fu trovato in possesso di sei carte di credito intestate a Miskell, ma l'indagato ha sempre negato di avere conosciuto, e quindi ucciso, il diplomatico. «Le carte le ho trovate a terra nella Stazione Centrale», questa la sua difesa. Ma, adesso, con il ritrovamento del cadavere buttato nel pozzo di via Marinella, la sua posizione potrebbe cambiare. La certezza che quel corpo, orrendamente sfigurato, appartenga allo sfortunato Miskell, potrà essere data solo dall'autopsia. La Polizia scientifica, diretta dal vicequestore Fabiola Mancone, eseguirà anche l'esame entomologico, utile per stabilire la data della morte.