Diplomi facili, partiti per le Marche due pullman carichi di maturandi

Diecimila euro per superare l’esame. Candidata guida ogni giorno i tram ma risulta iscritta in una scuola a Lucca

Maturità più severa, ma ancora inquinata dal fenomeno dei diplomifici. Una piaga che da qualche anno, almeno a Milano, sembra essere stata sanata. O quasi. Ma restano pseudo-scuole pronte a dirottare studenti-asini fuori-città, magari nel Sud Italia, dove non mancano istituti disposti a chiudere un occhio sulla preparazione dei candidati. Il mercato dei diplomi dunque continua, nonostante siano entrate in vigore alcune norme che avrebbero dovuto evitare gli imbrogli. Una di queste norme riguarda il fatto che oggi sarebbe possibile presentarsi agli esami solo nella scuola della località in cui si risiede. E invece c’è chi vive e lavora a Milano e va a sostenere le prove a centinaia di chilometri di distanza. Un esempio clamoroso?
All’Istituto Milano di via Guinizelli 4 è arrivata da una scuola di Lucca la richiesta di trasferire i documenti di una giovane che risulta tuttora iscritta in quella scuola. «Fa gli esami qui», si sente dire la titolare dell’istituto milanese, Attilia Ferrari, la motivazione della richiesta.
«Ho fatto presente la situazione esprimendo tutta la meraviglia per quel che stava succedendo - spiega la Ferrari -. Da noi quella giovane non ha più frequentato, perché è conducente di tram in città. Ma non si è mai ritirata formalmente. E come fa, allora a essere iscritta in quella scuola? Alla mia obiezione mi è stato risposto che la candidata era stata inviata dallo stesso provveditorato di Lucca. Allora io mi domando: “Certe regole valgono solo a Milano? Ma quali controlli si fanno altrove per verificare se un candidato è in regola?”». Il caso della «tramviera non è certo isolato».
In questi giorni, ai bene informati risulta che siano partiti ben due pullman diretti in una cittadina della Marche, dove esiste una scuola paritaria presso cui sosterranno la maturità.
Sono le stesse pseudo-scuole milanesi che continuano a prolificare promettendo un diploma con un solo anno di preparazione. Al momento delle iscrizioni viene subito dichiarato dove si svolgeranno gli esami, e in questa prospettiva si preparano le carte. Innanzitutto la residenza, che per gli aspiranti al diploma viene spostata presso la località degli esami. Così in qualche modo ci si prepara a Milano, ma si risulta iscritti chissà dove. Tutto questo dietro l’esborso di una retta di frequenza che si aggira intorno ai 10 mila euro all’anno, più una lauta tassa d’esame da versare alla scuola «esamificio». Un fenomeno non certo nuovo.
Lo scorso anno un ragazzo milanese era andato fino a Napoli per diplomarsi. Il caso era stato segnalato dall’ufficio scuole paritarie milanese al collega campano, ma la risposta era stata: «Per noi è tutto in regola». Analogamente una donna che faceva la bidella nella nostra città risultava contemporaneamente iscritta in un istituto di Messina, dove si era diplomata. Perché i controlli sugli candidati che imbrogliano o non ci sono, o sono del tutto inefficaci?.
«È troppo chiedere - commenta sconsolata Attilia Ferrari - che lo stesso giusto rigore che si chiede a noi in Lombardia venga messo in atto da tutti i direttori scolastici regionali? Da noi nessuna scuola seria rilascia diplomi facili. Ma poi basta andare nella località giusta e un diplomificio lo trovi sempre».