Come dire addio alla caldaia

Interessanti modalità di rispamio energetico arrivano dal settore edilizio. Per il complesso residenziale «Le Torrette» di Mantova, per esempio, l’impresa di Arturo Bottoli ha messo in atto molteplici iniziative finalizzate alla riduzione dell’inquinamento e al miglioramento ambientale. È stato deciso di collegarsi alla rete di teleriscaldamento/teleraffrescamento della municipalizzata Tea il cui servizio prevede la produzione centralizzata di calore e la sua distribuzione, attraverso tubazioni interrate, affinché ogni cliente attraverso distinte tubazioni possa sia riscaldare gli ambienti sia impiegare tutto l’anno l’acqua calda per scopi igienico-sanitari. La produzione centralizzata comporta l’eliminazione di caldaie domestiche e, di conseguenza, di punti di emissione d’inquinanti sparsi per la città. Accanto ai benefici ambientali, per i cittadini vi è, inoltre, la comodità e la sicurezza insite nel sistema: il teleriscaldamento, infatti, elimina con la caldaia casalinga tutti i problemi e gli obblighi di legge, insieme ai possibili pericoli.
A Parma, invece, è in corso un progetto-pilota che riguarda una sorta di quartiere «intelligente», concepito per ridurre gli sprechi, ottimizzare i consumi nonché l’efficienza. Con il piano «taglia-bollette» il Comune calcola di dimezzare i costi di gestione, con un risparmio del 50% sulla bolletta energetica di ogni singola famiglia, e di ridurre di oltre il 60% le emissioni di CO2.
Si tratta, in pratica, della realizzazione di un nuovo insediamento di edifici residenziali pubblici e privati, di classe A, ovvero con un fabbisogno inferiore a 30 kWh al metro.
Alla riduzione dei consumi contribuirà anche un impianto per la produzione di energia elettrica e di acqua calda e per la climatizzazione estiva nonché invernale, con un sistema a pannelli radianti a pavimento.