Direttore di banca mette ko rapinatore

Voleva rapinare una banca, farsi un bel gruzzolo e poi andarsene come se nulla fosse. Cioè pensava di attuare una delle tante rapine che da un po’ di tempo, a livello quotidiano, colpiscono gli istituti di credito sul territorio regionale. E per farla aveva scelto una filiale di Ospedaletti, sulla riviera di Ponente. Solo che il rapinatore in questione non si immaginava davvero di trovarsi di fronte un direttore esperto di arti marziali. Un direttore che, infischiandosene del fatto che il malvivente fosse armato, lo ha colpito, immobilizzato, disarmato e consegnato, come se fosse un pacco, ai carabinieri ancora increduli.
Il fatto è avvenuto ieri mattina nei locali della Banca Caraglio, a Ospedaletti. Stando ad una successiva ricostruzione dei fatti, ancora lacunosa, pare che l’uomo si sia presentato al direttore esibendo una falsa tessera di poliziotto. Il funzionario la stava ancora guardando, notando che qualcosa non gli tornava, quando il rapinatore ha estratto dalle tasche una pistola e un coltello rivelando le sue vere intenzioni. «Datemi tutti i soldi che avete in cassa», gli ha urlato sul viso.
A quel punto il direttore si è alzato e, facendo finta di volerlo accontentare, gli è passato accanto. Il malvivente, sicuro delle sue armi, non ha prestato alcuna attenzione e pensava che il funzionario si avviasse verso la cassaforte per prelevare il denaro da consegnargli. Ma non si era fatto bene i conti. Il direttore, infatti, da buon esperto di arti marziali, si era portato abbastanza vicino al delinquente per essere sicuro di poterlo colpire. Infatti, se avesse sbagliato, è ovvio che l’uomo avrebbe reagito, magari pure sparando. Anche se non è stato ancora accertato se la pistola fosse vera o meno. È stato un attimo: il direttore è scattato colpendo il rapinatore al viso e tramortendolo per qualche istante. Quanto bastava per disarmarlo e renderlo inoffensivo. Poi ha fatto chiamare i carabinieri.
Quando i militi sono arrivati l’uomo era ancora per terra. Un successivo controllo ha appurato che si trattava di P.G.F., un pregiudicato di 53 anni di Torino, abitante a Coldirodi di Sanremo. Per lui sono scattate le manette e si sono aperte le porte del carcere.