Il direttore: «Con la mafia non c’entro»

da Reggio Calabria

In oltre due ore di interrogatorio, Domenico Crea ha respinto ogni addebito mafioso. Ha negato di aver mai avuto rapporti con le cosche, smentendo implicitamente ogni coinvolgimento col delitto Fortugno. Ha ammesso i rapporti con i Marcianò, padre e figlio, presunti mandanti dell'omicidio legati ai Cordì, spiegando che a loro si era rivolto per avere una mano alle elezioni in quanto Marcianò (padre) era uno che i voti poteva procurarseli, come peraltro in precedenza li aveva procurati ad altri candidati, compreso Fortugno. Difronte al gip, Crea si è difeso con un argomento chiaro: «I dati elettorali non confermano la mia vicinanza alle cosche». Un mezzo riscontro in tal senso arriva proprio dall'ordinanza (pagina 279) dove il gip, dopo aver detto che nelle consultazioni ad Africo (patria del clan Morabito) Crea ha fatto il pieno, mette a confronto i voti del primo dei non eletti con quelli di Fortugno. E qui, effettivamente, escono sorprese perché Franco Fortugno su Locri e dintorni (enclave mafiosa dei Cordì e Cataldo) triplica le preferenze mentre Crea le dimezza, e di questo pubblicamente se ne lamenta ripetutamente con Marcianò. Per il gip il «raccordo» Crea-Morabito ha un formidale riscontro nei risultati ottenuti ad Africo, Roghudi, Roccaforte e Melito Porto Salvo/Montebello Ionico. «Ma anche San Lorenzo e Condofuri, zona dei Candito e Brizzese». Nello stesso schema della Direzione distrettuale antimafia, però, si sottolinea come l'exploit di Fortugno avvenga in zone ad eguale densità mafiosa. Non solo Locri, ma soprattutto la vicina Siderno dove imperano i Costa e Commisso (328 voti contro i 68 di Crea). Fortugno vince a Bovalino (207 conto 165) dove insistono le cosche Nirta e Pelle, stravince nella vicina Bianco (230 contro 90), ha un successo oltre ogni aspettativa a Gioia Tauro, regno delle famiglie Mammoliti, Piromalli, Molè. In quel di San Luca, storica enclave degli Strangio, sono appena 9 i voti che separano il vincente Crea dal suo concorrente. A Crea che si aggiudica Platì (147 a 104) dove il consiglio comunale è stato sciolto per mafia, Fortugno risponde conquistando Oppido Mamertina e Cittanova dove, rispettivamente, dettano legge i Mammoliti e i Facchineri. Per non dire di Reggio Calabria, capoluogo dove Fortugno ha sbaragliato la concorrenza anche in quei quartieri dov'è più invasiva la presenza della 'ndrangheta.