Direttori delle Asl, le graduatorie scomparse

Antonella Aldrighetti

La nomina dei nuovi direttori generali delle aziende sanitarie della regione si tinge di giallo. Tanto intenso da restare abbacinati. Da quale graduatoria sono stati prescelti i futuri manager? Chi sono gli idonei tra gli oltre 400 partecipanti al bando pubblico? E i non idonei? E soprattutto, perché gli elenchi, che con certezza matematica sarebbero dovuti essere pubblicati, sull’ultimo numero in edicola del Bollettino ufficiale regionale Burl non ci sono? Le risposte a questi interrogativi sono a dir poco vaghe. «Ci sarebbero dovuti essere, ma non ci sono. Il perché non lo sappiamo», fa sapere laconico l’ufficio stampa del governatore. Stessa solfa dall’assessore agli Affari istituzionali, Regino Brachetti: «Non so dire il perché». «Verranno pubblicati successivamente. La decisione per statuto spetta al presidente Marrazzo che firmerà i decreti di nomina», garantisce invece Massimo Pompili, vicepresidente e assessore all’Urbanistica della giunta ulivista.
La maggioranza balbetta, l’opposizione scandisce bene. «Se Marrazzo firma i decreti di nomina prima della pubblicazione delle graduatorie - afferma Donato Robilotta del Nuovo Psi ed ex assessore agli Affari istituzionali nella giunta Storace - quegli atti potrebbero risultare nulli se impugnati in sede amministrativa. È un mistero perché non siano stati informati pubblicamente della loro esclusione i partecipanti al bando». E se è vero che ogni giudizio di idoneità può essere impugnato Pompili non ne fa un dramma anzi ritiene che «la mancata pubblicazione non inficia i decreti mentre, tutti i partecipanti hanno il diritto di procedere al ricorso giudiziale. Poi si vedrà». L’accenno è alla pre-sospensiva ottenuta in corsa dal direttore generale del San Camillo Forlanini, Domenico Alessio ma calza a pennello pure al ricorso al Tar, presentato proprio ieri, da Franco Condò, direttore dell’Asl Roma E e da Benedetto Bultrini dell’azienda ospedaliera San Filippo Neri. I manager sperano di ottenere il medesimo provvedimento d’urgenza perché nelle more del ricorso presentato, oltre a impugnare la validità di applicazione dell’articolo 55 comma IV alle Asl (ossia che lo spoil system possa essere adeguato alle aziende sanitarie malgrado queste siano autonome), sottolineano anche la possibile mancanza di trasparenza sulla pubblicazione delle graduatorie. Un altro scacco a Marrazzo e un altro smacco alla «casa di vetro» che avrà secondo il capogruppo Udc ,Luciano Ciocchetti «il suo apice il 1° settembre. Mi chiedo come abbiano fatto a fare le nomine senza prima pubblicare gli elenchi dei partecipanti al concorso. Sappiamo che sull’onda della pre-sospensiva ottenuta da Alessio arriveranno di qui al 20 agosto altri ricorsi a valanga e che verranno discussi nella medesima sede. A dimostrazione che l’operato di questa giunta è riconducibile solo ad una volontà politica di assegnare poltrone a coloro che li hanno sostenuti in campagna elettorale». Ma la spada di Damocle dell’appello al tribunale amministrativo non preoccupa assolutamente la giunta di centrosinistra che ostenta ancora sicurezza. «Il 1° settembre - assicura Pompili - saranno messi a disposizione tutti gli elementi per valutare l’operato del presidente Piero Marrazzo ritengo peraltro di dover precisare che non c’è stata alcuna discriminazione politica ma solo una rotazione di gangli importanti non solo amministrativamente ma anche sotto il profilo sociale». La parola al Tar.