La dirigente ai vigili urbani: più rimozioni, più incentivi

Per l’Ospol è inammissibile che i comandi ottengano i premi in base al numero di auto rimosse «Il servizio torni in mano alla municipale»

Troppo poche le rimozioni effettuate rispetto all’obiettivo programmato. Dunque, se il comandante del XIII gruppo della polizia municipale non vuole perdere gli incentivi previsti, si dia una mossa, liberi il carroattrezzi. È più o meno questo il senso della circolare diramata tre giorni fa dal vicecomandante del Corpo Donatella Scafati. «È emersa una diminuzione pari al 17,54 per cento rispetto al I quadrimestre del 2007», si legge nella nota.
L’avvertimento non è piaciuto all’organizzazione sindacale delle polizie locali. L’Ospol, infatti, ritiene inammissibile che gli incentivi siano legati al numero delle rimozioni e ha annunciato che sull’argomento presenterà un esposto al sindaco e al difensore civico. «Il funzionario responsabile - osserva il sindacato - si vedrà ridurre la retribuzione di risultato in misura proporzionale rispetto al mancato o parziale raggiungimento dell’obiettivo. Il criterio adottato potrebbe anche essere accettabile se si trattasse di obiettivi industriali o commerciali, ma diventa inammissibile quando il monitoraggio dei risultati obiettivo è messo in relazione al “controllo del rispetto delle norme di comportamento dettate dal Codice della strada attraverso le rimozioni di veicoli sanzionati ai sensi degli articoli 157 e 158 al fine del miglioramento della viabilità delle direttrici interessate al trasporto pubblico”». Il miglioramento della viabilità, dunque, viene monitorato attraverso il numero delle rimozioni programmate e non dalla constatazione di un effettivo miglioramento della viabilità lungo le direttrici di traffico interessate al trasporto pubblico. E questo all’Ospol proprio non piace: «È come se un chirurgo fosse obbligato ad operare anche le persone sane perché qualcuno ha preventivamente indicato come obiettivo un certo numero di operazioni e che questo numero di operazioni venga preso come parametro per indicare il miglioramento della salute dei cittadini. Follia. Anzi, malafede che ben si ricollega alla storia infinita degli scandali, ben documentati da inchieste giornalistiche, legati al servizio rimozioni e che, secondo noi, dovrebbe portare la nuova amministrazione capitolina a rivedere la criticabile politica di privatizzazione di tale servizio». Da anni, infatti, i vigili urbani provvedono solo a multare gli automobilisti che intralciano la circolazione, al resto pensano i privati: dalla rimozione al deposito.
Ora l’Ospol ha nostalgia del passato e per questo chiede al sindaco Gianni Alemanno «di far tornare il servizio rimozioni ai tempi in cui era gestito direttamente dalla polizia municipale e la rimozione rappresentava l’estrema ratio dell’attività di polizia stradale». «Anche perchè - osserva il sindacato - nel caso della capitale è necessario fare per prima cosa una seria prevenzione e poi stabilire una priorità di intervento che trovi realizzazione nella rimozione principalmente dei veicoli intralcianti effettivamente il traffico e ciò, evidentemente, non consente a nessuno di prevede quanti veicoli possano essere rimossi in un quadrimestre».