Dirigente comunale condannato in Cassazione

Chiedeva «giochini erotici» per concedere spazi comunali alle donne che bussavano al suo ufficio come promotrici di eventi culturali. Per questo Roberto D.S., dirigente del settore «eventi culturali» del Campidoglio, è stato condannato dalla Cassazione a un anno e 6 mesi di reclusione (pena sospesa) per violenza sessuale aggravata dall’abuso di ufficio, perché il dirigente aveva «strumentalizzato» l’incarico ricoperto nell’amministrazione capitolina. A denunciare Roberto D.S. era stata Maria N. che, presentatasi nel suo ufficio per chiedere il permesso di usare uno spazio comunale durante l’Estate Romana, era stata costretta a subire baci sul collo e strusciamenti contro il suo corpo del dirigente in stato di eccitazione. Il funzionario aveva detto a Maria che «era prassi costante del settore che chi chiedeva gli spazi comunali per organizzare un evento doveva sottoporsi alla pratica dei «giochini erotici». A quel punto Maria era uscita dalla stanza di Roberto ma era inciampata sui gradini vicino all’ufficio ed era stata soccorsa dallo stesso imputato che l’aveva afferrata invitandola a rimanere «per iniziare i “giochini”». Il dirigente, senza successo, ha fatto ricorso alla Suprema corte contro la sentenza di condanna emessa dalla Corte d’appello di Roma il 24 gennaio 2007, che confermava la decisione con giudizio abbreviato del gup di Roma del 24 febbraio 2004. I giudici di Cassazione non hanno derubricato l’accusa di violenza sessuale in quella di molestie poiché l’imputato «non si era limitato ad atti di generica molestia o petulanza, ma aveva coinvolto pesantemente la sfera sessuale della vittima, alla quale aveva prima chiesto prestazioni sessuali, per poi porre in essere toccamenti, baci e palpeggiamenti comprovanti l’impulso libidinoso». Il dirigente deve anche pagare una provvisionale di 10mila euro a favore di Maria in attesa che un giudizio civile stabilisca una cifra più elevata per «risarcire» i danni patiti dalla donna fatta oggetto delle sue attenzioni erotiche.