Diritti d'autore, nel 2008 Vasco Rossi versò 5,5 milioni evasi. Lui smentisce

Già nel 2008 Vasco aveva versato all’erario 5,5
milioni per una evasione realizzata dalla società Jamaica
che gestisce i suoi diritti d’autore

Roma - La "vita spericolata" di Vasco Rossi ha portato il cantante a un brutto incontro con gli agenti del fisco. Secondo quanto risulta all’Adnkronos il boss del rock, il cui yacht è finito nel mirino dai funzionari dell’Agenzia delle Entrate in questi giorni, già nel 2008 ha versato nelle casse dell’erario circa 5,5 milioni per una evasione realizzata attraverso la società Jamaica, che gestisce i suoi diritti d’autore. Il cantante, che ha anche aderito al condono 2002-2004, aveva escogitato un originale modo per aggirare il fisco, annullando con crediti inesistenti significative somme incassate con i diritti d’autore. Vasco Rossi avrebbe sostanzialmente aderito ai rilievi dell’ufficio versando quanto chiesto nella primavera del 2008.

Vasco cade nella rete del Fisco Da Rockstar a evasore fiscale pentito. Vasco Rossi cade nella rete del fisco, e paga un conto salato. Il cantante modenese ha versato nelle casse dell’erario circa 5,5 milioni di euro nel 2008, aderendo ad un accertamentgo dell’Agenzia delle entrate, per fare pace con l’erario. Ma sembra che la tentazione di "giocare" d’azzardo non l’abbia persa, visti gli ultimi accertamenti affettuati dei Bond delle Entrate sul giro degli yacht intestati a società per aggirare il fisco. Il "Blasco" è solo l’ultimo di una lunga lista di vip che hanno cercato di evadere le tasse e che, messi alle strette, hanno deciso di pagare il loro debito: da Sophia Loren a Luciano Pavarotti, da Alberto Tomba a Valentino Rossi.

La smentita di Vasco Rossi A stretto giro la smentita della portavoce della rockstar: "Vasco Rossi non ha mai dovuto versare 5,5 milioni nel 2008 (né in altri precedenti anni) perché dai numerosi controlli che l’Agenzia delle entrate ha fatto nei riguardi della società Giamaica non è mai - e sottolineo mai - emerso nulla di irregolare".

La lista degli evasori vip A Sofia Loren evadere il fisco è costato addirittura un mese dietro le sbarre. Quando nel 1982 atterra all’aeroporto di Roma, dopo un esilio volontario di diversi anni negli Stati Uniti, viene subito condotta al carcere di Caserta. A Villani Scicolone viene contestato il mancato versamento delle imposte su un imponibile di 112 milioni di lire. Mentre il premio Oscar è dentro gente comune, giornalisti e paparazzi sono fuori circondano il penitenziario dall’alba al tramonto. Loren uscirà dal carcere prima di aver scontato tutta la pena grazia a una "licenza" di 13 giorni. Le responsabilità fiscali saranno poi attribuite al suo commercialista.

Il "caso" Valentino Rossi Un altro Rossi che ha dovuto sistenare i conti con il fisco è Valentino. Nel 2008 the Doctor ha raggiunto un accordo che prevedeva il versamento di 35 milioni di euro. I guai per il campione delle due quote iniziano nel 2007, quando gli viene contestata la residenza "fittizia" a Londra, al fine di evitare il pagamento dei tributi in Italia. Le lunghe indagini partono dal 2000, quando la residenza è stata trasferita in Gran Bretagna, e arrivano al 2004 portando l’Agenzia delle enrtate a dimostrare che Valentino Rossi manteneva in Italia il centro degli interessi degli affari. Non ci sono alternative, e così lo sprotivo decide di sistemare i conti con l’erario e spotare la residenza in Italia.