Diritti e polemiche «No ai gay nella Destra»: bufera su Buontempo

«Non sono favorevole all’iscrizione dei gay ne La Destra. Non per discriminazione, ma perché iscrivendo dei gay al partito daremmo un cattivo esempio all’immaginario collettivo, di una condivisione di valori che nel nostro dna non abbiamo». Lo dice chiaro e tondo Teodoro Buontempo, assessore alle politiche per la casa della Regione Lazio ai microfoni di «Klauscondicio». E all’interno de La Destra - e non solo - scoppia la bufera. Il segretario Francesco Storace replica alle parole del suo compagno di partito: «Credo che sia stata la solita provocazione di Klaus Davi, anche perché non ho mai sentito Buontempo fare questo tipo di affermazioni. Se invece è la sua opinione, a novembre avremo il congresso e lì potrà proporre di modificare lo statuto. È evidente che se dovesse passare una modifica del genere, La destra si dovrebbe cercare un altro segretario».
Posizione questa che ha subito scatenato la rezione dello stesso Buontempo con tanto di marcia indietro e precisazione: «Probabilmente sono stato frainteso e allora ribadisco il concetto: da parte mia non c’è nessuna discriminazione per nessuno». Eppure le sue affermazioni ai microfoni di Klaus Davi erano state di tutt’altro tenore e di fronte a un omosessuale intenzionato ad iscriversi al partito, avrebbe persino cercato di fargli cambiare idea: «Gli spiegherei che siamo contrarissimi ai matrimoni omosex e ancor di più alle adozioni, quindi gli direi che non sarebbe opportuno. Inutile essere ipocrita per avere qualche voto in più. Detto questo, difenderei un gay e mi batterei perché venga rispettato».