Diritti ma rovesci

Il regno della giustizia proletaria e dei diritti uguali per tutti ha il record del mondo di condanne a morte: 10mila all’anno, un numero cinque volte superiore a quelle del resto del pianeta. Vittime: i poveri, i proletari, gli emarginati. Le esecuzioni, dicono, servono a purgare gli elementi cosiddetti «deviati». Che altro non sono che i disperati sottoproletari tagliati fuori dal neoliberismo, i milioni di lavoratori sfruttati e licenziati dalle imprese, i contadini espropriati della terra, affamati che per sopravvivere sono costretti a rubare o peggio. Si rischia la pena di morte per un furto di polli. Difendersi non è un diritto: è considerato oltraggio alla corte.