Diritti Tv all’asta, ma domani Adesso è bufera sui minispot

L’Authority: solo sei spot durante le gare. Mediaset protesta. Curzi: «È gravissimo»

Gianpaolo Palazzo

Hanno pareggiato. Il giudice Giuseppe Tarantola, presidente della Prima Sezione Civile del Tribunale di Milano, ha accolto il ricorso dell’emittente pubblica contro la Lega Calcio. Ma ha fissato la scadenza della gara per l’assegnazione dei diritti radiotelevisivi di serie A, B e coppa Italia domani alle 12. I termini per l’asta sono stati riaperti per tutti. Chi ha già presentato le offerte potrà ritirarle, lasciarle chiuse nella cassaforte della Lega o ripresentarle.
Per il giudice Tarantola il termine precedente (mezzogiorno di martedì scorso), non permetteva alla Rai di rispondere al bando di 31 pagine, preparato dalla Lega Calcio, in cui i diritti sono stati divisi in cinque «pacchetti» diversi.
La Rai, che presenterà domani cinque offerte, aveva fatto ricorso lunedì al Tribunale di Milano dopo il rifiuto della Lega Calcio di concedere una proroga al termine di presentazione delle offerte. Proprio martedì scorso il giudice Giuseppe Tarantola aveva ordinato alla Lega di sospendere le procedure di gara. Erano state presentate tre buste. Mediaset aveva depositato due offerte per i diritti televisivi di serie A e per quelli radiotelevisivi della Tim cup, mentre Sportitalia per i diritti tv della B. Le tre buste non sono state aperte e sono rimaste nella cassaforte della Lega.
Il giudice Tarantola, come ha spiegato il legale della Rai, Claudio Consolo, non si è espresso in questa fase cautelare, sulla regolarità della gara. Non si è stabilito con certezza, infatti, se tra Rai e Lega ci fosse già un accordo, né se le emittenti concorrenti fossero a conoscenza della cifra offerta dalla tv pubblica.
Il presidente della Lega Calcio, Adriano Galliani, a margine della presentazione del nuovo programma della coppa Italia non ha voluto fare «alcun commento sulla decisione del giudice Tarantola. Apriremo le buste sabato, che è anche il giorno del mio compleanno».
L’avvocato della Lega, Leandro Cantamessa, si dice contento per le decisioni del giudice Tarantola, perché ha compreso che la Rai è «una società che ha una struttura complessa e ha bisogno di tempi più lunghi». Il presidente della Prima Sezione Civile ha riconosciuto alla Lega la legittimità dell’invito e delle procedure e che «nessun prezzo è stato trattato tra Rai e Lega, né diffuso». L’avvocato Cantamessa sottolinea che i soldi raccolti dalla vendita dei diritti saranno destinati alla mutualità, l’assistenza reciproca tra le società di A e B.
Riguardo agli scenari futuri sulle proposte per i diritti radiotelevisivi, Mediaset spiega che sta decidendo se «mantenere le proprie offerte nei termini già depositati, se riformularle o se revocarle del tutto», ma è probabile che saranno presentate in Lega nuove buste.
In questa estate di bufere, l’ultima polemica legata a sport e Tv riguarda i minispot. La commissione Servizi e Prodotti dell’Autorità per le comunicazioni ha deciso di fissare un tetto di sei minispot per ogni partita di calcio trasmessa in tv. È confermato che le interruzioni potranno essere effettuate solo all’interno delle pause di gioco suscettibili di recupero. La nuova norma riguarda anche il satellitare e il digitale terrestre.
Stefano Mannoni, commissario del Garante per le comunicazioni, contesta la decisione: «È il colpo di mano della sinistra giacobina, una decisione che penalizza la Rai (ha acquistato i diritti Champions dal 2006 al 2009, ndr) ancora più delle televisioni private».
Mediaset ha già annunciato l’immediato ricorso al Tar, contestando i limiti ai minispot. Per l’azienda di Segrate il provvedimento dell’Authority potrebbe essere incostituzionale e scoraggerebbe le emittenti private all’acquisto dei diritti calcistici. «Questo renderà tali prodotti – conclude il comunicato Mediaset – disponibili solo per le tv a pagamento e priverà così della visione degli eventi le fasce di cittadini meno abbienti».
I grandi network, per una volta, sono d’accordo. Ieri sera Sandro Curzi, presidente Rai facente funzioni, ha definito «gravissimo» il provvedimento. E ha aggiunto: «È una decisione che creerà problemi seri». Fedele Confalonieri, presidente di Mediaset, ha commentato: «È una decisione inutilmente penalizzante, non ci guadagna neanche lo spettatore». La7 parla di «provvedimento sorprendente e restrittivo». Il calcio è proprio uno sport difficile.