«Diritti tv, i pm hanno estorto la confessione»

«Ma non ho dubbi: vedrete, alla vigilia del voto arriverà il rinvio a giudizio...»

da Milano

«Idiota sì, disonesto no». L’avvocato David Mills, coinvolto nell’inchiesta per corruzione contro Mediaset, dà una nuova versione sulla vicenda della presunta bustarella ricevuta dal «gruppo di mister B.» e, in un’intervista al Sunday Telegraph, punta l’indice contro i Pm di Milano. «Fui un completo idiota», dice, «a firmare la dichiarazione in cui dicevo di aver protetto Berlusconi in vari processi e indagini». «Gli hanno estorto una falsa confessione», ha detto al Telegraph Tessa Jowell, moglie di Mills e ministro per la Cultura del governo Blair. Mills sostiene oggi di aver ceduto perché «costretto» da 10 ore di interrogatorio durante il quale i pm De Pasquale e Robledo furono «molto, molto ostili» e giocavano al «poliziotto buono e al poliziotto cattivo». Alla fine dell’estenuante faccia a faccia, racconta l’avvocato al quotidiano inglese, egli avrebbe semplicemente detto ai magistrati: «Scrivete pure qualcosa e io la firmerò». A Mills i Pm mostrarono quindi una lettera scritta ai suoi commercialisti in cui ammetteva di aver ricevuto soldi «dalla gente di B.», da considerare «un prestito a lungo termine o un regalo». L'interrogatorio a cui si riferisce Mills avvenne il 18 luglio di due anni fa, al quarto piano del Palazzo di Giustizia di Milano, alla presenza del difensore, l'avvocato Federico Cecconi.
In un'altra intervista rilasciata in questi giorni all'Observer, Mills respinge le accuse di corruzione e afferma di sentirsi una «pedina» nella caccia alle streghe lanciata in vista delle prossime elezioni politiche italiane. L'avvocato ribadisce di aver fornito ai magistrati «tutte le prove» riguardo al fatto che il denaro ricevuto non proveniva da Berlusconi o da persone a lui legate. «Alcuni miei documenti privati - dice - sono stati intercettati e interpretati in maniera grossolana e maliziosa. I magistrati però devono dimostrare che Berlusconi mi ha dato del denaro e che io l'ho ricevuto. In realtà sanno per certo che non è così».