Diritti tv: oggi la Lega rischia di spaccarsi

È il giorno del giudizio universale per la Lega professionisti, chiamata a decidere questa mattina a Milano sulla divisione dei diritti tv in vigore dal 2010 in avanti, secondo l’ultimatum fissato dal ministro Melandri («altrimenti interviene il Governo» la sua minaccia). Preceduta da una riunione per decidere sull’advisor ieri sera, il vertice di oggi si annuncia come particolarmente complicato e infuocato. Le posizioni sono note: da una parte i medio-piccoli club, capeggiati da Cellino e Zamparini, che vogliono sottrarre il maggior numero di risorse alle grandi (8 in tutto, con Inter, Juve e Milan a far da capofila). I motivi del contrasto (la storia dei club ricostruita a far data dal 1° luglio 2006 secondo Zamparini). I grandi, a cominciare da Moratti, Cobolli e Galliani, hanno deciso: dovesse passare la delibera a maggioranza semplice, si rivolgerebbero al tribunale.