Diritti tv, oggi si tenta il salvataggio in corner

Incontro a Viale Mazzini. Domani in campo anche Sportitalia e Mediaset. Per la B accordo vicino con Sky. Possibile lo spacchettamento dei prodotti, ma la prima giornata resta in bilico

E adesso il tempo stringe. Dopo la fumata nera di lunedì in Lega Calcio - con le 41 società di A e B (mancava solo il Catania) decise a marciare a braccetto nel rifiutare l’offerta presentata dalla Rai per l’acquisizione dei diritti in chiaro degli highlights della prossima stagione pallonara - ora si cerca di correre ai ripari. Da oggi a sabato, data di inizio del campionato, sono previsti diversi incontri tra Lega e tv per cercare una via d’uscita a una situazione che ha fatto storcere il naso a oltre 15 milioni di famiglie che in un pomeriggio d’agosto si sono improvvisamente viste private dei «santissimi» gol domenicali. D’altronde, come aveva già ribadito lunedì l’ad rossonero Adriano Galliani, «siamo qui per cercare di vendere il nostro prodotto, non il contrario», supportato dalle parole mitigatrici del presidente di Lega Antonio Matarrese: «Sono convinto che alla fine una soluzione si troverà», la partita non è affatto chiusa.
Già questo pomeriggio Lega Calcio e Rai torneranno a sedersi a un tavolo, per evitare il black-out radiotelevisivo: i 30,6 milioni proposti dall’azienda di viale Mazzini (per i diritti di serie A e B, coppa Italia e radio) continuano però a essere troppo pochi rispetto a quelli richiesti della Lega, che la stagione scorsa ne aveva incassati più di 70 solamente dalla vendita dei diritti della serie A. La delegazione della Lega dovrebbe essere guidata dal presidente Antonio Matarrese, mentre la Rai sarà invece rappresentata dal direttore generale Claudio Cappon. La Lega sarebbe disposta a una sorta di «spacchettamento» dei diritti, nel tentativo di portare l’offerta della Rai (serie A, B e diritti radiofonici) a 25,5 milioni, lasciando aperta una possibilità per la Coppa Italia (6,5 milioni) e una doppia opzione per la fascia serale dopo le 22.30 (6 milioni da Rai e 6 da Mediaset). Così facendo si arriverebbe molto vicini a quei 45 milioni che la Lega intende incassare dalla vendita dei diritti. Difficile, comunque, che si arrivi a un accordo già per questo weekend; per vedere la nascita dell’accordo bisognerà attendere lo stop di due settimane del campionato per le partite della Nazionale. Venerdì invece, sarà il turno di Mediaset, che aveva presentato un’offerta di poco superiore ai 10 milioni di euro, e Sportitalia. Si diradano le nubi anche sulla serie B, almeno per i diritti a pagamento: «Ne stiamo parlando con la Lega calcio», l’ammissione dei vertici di Sky. Già questa mattina si dovrebbe sapere qualcosa di più.

E dopo il patatrac, adesso si cerca di ricomporre un puzzle finito improvvisamente - ma non troppo - in mille pezzi. «Un problema di cui tutti hanno la consapevolezza che vada risolto», il pensiero del presidente della Figc Giancarlo Abete, che fa il paio con le parole del direttore generale del Napoli, Pierpaolo Marino: «Alla fine una soluzione si troverà, il calcio ne ha voglia».

Intanto anche le associazioni dei consumatori affilano i loro coltelli. «Se per l’avidità della Lega gli italiani non potranno vedere il calcio in chiaro dal 30 agosto - annuncia il Codacons - prepareremo una class action. I tifosi delle squadre di A e B, potranno richiedere un risarcimento danni, pari all’offerta della Rai (20,5 milioni) che la Lega ha rifiutato».

Certo è che, nonostante l’avvento delle tv a pagamento (in 5 anni gli abbonati Sky sono aumentati di circa 2,6 milioni, arrivando a toccare quota 4 milioni 500mila), i programmi serali di Rai e Mediaset (La Domenica Sportiva e Controcampo), dopo una leggera flessione tra il 2006 e il 2007, nella passata stagione hanno chiuso con un saldo positivo: ciò significa che il popolo pallonaro tricolore non sembra mai essere sazio di gol. E dopo i gol ammirati sulle tv a pagamento, ama continuare a goderne anche su quelle generaliste. Chissà se anche quest’anno sarà così.