Diritti tv, scontro fra Lega e Mediaset

Pier Silvio Berlusconi: «Onoreremo la prima rata, poi ci tuteleremo»

da Milano

Il maxiprocesso del calcio sta incominciando a produrre effetti, anche se le sentenze non sono ancora state scritte. In ballo c’è la torta dei diritti tv, una bella fetta di guadagni che rappresentano più di una boccata d’ossigeno per le nostre società. «La legge attuale che regola la compravendita dei diritti tv del calcio non ne vieta la vendita in forma centralizzata», afferma il presidente dell'Antitrust Antonio Catricalà nella sua relazione annuale. «In passato l’Autorità si espresse negativamente su un’intesa di vendita collettiva dei diritti». Senza citare la possibilità di una proposta di riforma della legge D’Alema, già annunciata, Catricalà osserva che «un’imposizione solo legislativa potrebbe apparire come una svolta dirigistica e che molti modelli convenzionali, come avviene nel Regno Unito, potrebbero dimostrarsi idonei a garantire una più equa distribuzione delle risorse e quindi una maggiore credibilità nei campionati». Catricalà ha anche inviato al Commissario Guido Rossi la bozza richiestagli del nuovo regolamento sulla disciplina dei procuratori.
Ma è proprio sui diritt tv e sugli highlights della A che si sta consumando la resa dei conti tra Mediaset e la Lega, dopo che il Biscione il 30 luglio 2005 aveva strappato alla Rai uno dei prodotti più popolari e seguiti, assicurandosi per tre anni la possibilità di trasmettere in esclusiva fino alle 22,30 le immagini delle gare di serie A. Con la Lega che aveva messo in entrata 61,5 milioni. Adesso, però, le sentenze dei tribunali rischiano di cambiare la geografia della serie A e l’azienda di Segrate non intende subire senza battere ciglio le sentenze della giustizia sportiva e ordinaria che potrebbero togliere alcuni dei protagonisti più importanti. Per questo, ha «congelato» il pagamento della prima tranche (il 25%) per il campionato 2006/07 che la Lega si aspettava di ricevere il primo luglio, ribadendo che «in caso di forte perdita del valore sportivo del campionato di A, ne consegue una consistente riduzione del valore di mercato».
Di tutt’altro avviso la Lega che, con il vicepresidente Massimo Cellino, ha condannato «la gravissima violazione di Mediaset, resa ancora più sgradevole dalla pubblica dichiarazione tendente ad associare l’esito di un insindacabile giudizio sportivo ad eventuali possibilità di rinegoziazione». «Non esistono dubbi rispetto ai doveri e alle scadenze» e non voglio pensare - ha spiegato in una nota - ad azioni tendenti ad orientare il giudizio di una Corte riunita per deliberare, ma l’infelicità di questa scelta è evidente».
Ma la volontà di Mediaset è chiara ed è stata ulteriormente ribadita dal vicepresidente Piersilvio Berlusconi: «Aspettiamo le sentenze», ha detto, anche se c’è ancora una possibilità di dialogo: «Mediaset, a fronte della disponibilità della Lega a un incontro sul tema del valore dei diritti, onorerà il pagamento della prima tranche con riserva, magari anche prima della sentenza definitiva, a dimostrazione della propria correttezza e totale buona fede». In questo caso, precisa però una nota dell’azienda milanese, «il pagamento sarà effettuato con espressa riserva di perseguire tutte le azioni a tutela del nostro investimento contrattuale, nel caso in cui le sentenze definitive confermeranno le tesi dell’accusa».