IL DIRITTO DI RICORDARE

Certo, quella del capogruppo di Alleanza Nazionale in Regione Gianni Plinio è una provocazione. Plinio, a cui andare sui giornali piace un mondo, ha la capacità di individuare quotidianamente il tema con cui può fare più danni a sinistra. E se lo gioca regolarmente. Sperando di fare più casini possibile. Intendiamoci, «casini» rigorosamente con la minuscola, vista l’allergia atavica del leader di An in via Fieschi per l’Udc della sala verde, rappresentata da Fabio Broglia. Solo ieri, tanto per dire, Plinio è riuscito a intervenire in tandem con l’azzurro Matteo Rosso sull’intitolazione della sala del Senato a Carlo Giuliani; con il biasottiano Matteo Marcenaro sul canile e da solo sulla sicurezza. E speriamo di aver tenuto bene il conto.
Quindi, l’idea di Plinio di invitare Giampaolo Pansa a parlare nella sala del Consiglio Regionale per presentare il suo La grande bugia in una sede ufficiale, nasce come provocazione. Doppia, per di più, visto che Plinio gira la sua richiesta al presidente del consiglio regionale Mino Ronzitti, leader della sinistra antagonista che è uscita dai Ds per non mischiarsi col partito democratico, che vive di pane e Resistenza. Ronzitti è un po’ una madonna pellegrina di ogni appuntamento dell’Anpi e, probabilmente, in vita sua, ha passato più tempo con il senatore Raimondo Ricci che con sua moglie. Sul tema, sono un po’ una compagnia di giro, che comprende anche l’assessore alla Cultura del Comune di Genova Luca Borzani. Proprio Ronzitti e Borzani fanno anche bene nei rispettivi ruoli, ma vanno in tilt quando si parla di Resistenza. Ricordiamo, ad esempio, quando non vennero al dibattito sulla nostra inchiesta sul sangue dei vinti, mirabili pagine di passione e di storia in cui Silvia Pedemonte e Maria Vittoria Cascino misero il cuore. Senza revanscismi o scopi politici. Solo con umanità.
Proprio ieri, l’assessore regionale Enrico Vesco, segretario regionale dei cossuttiani - pur senza cadere negli anatemi e negli insulti di altri - ha dato il suo stop: «Pansa non venga in Regione a gettare fango sulla Resistenza». E Vesco, proprio ieri, è entrato in un nuovo gruppo di sinistra dura e pura di cui fa parte anche Ronzitti.
Ecco, sarebbe bello che Ronzitti - sulle orme del presidente Napolitano nel suo discorso di insediamento - si spogliasse, come sa fare, della politica e anche del ruolo di padre nobile della nuova sinistra estrema regionale. E che accettasse l’invito di Plinio, anche se non gli piace il libro di Pansa.
In nome del diritto a ricordare chi, fino ad oggi, è stato espropriato persino del pianto dei suoi familiari. In nome di una storia raccontata senza zone d’ombra. In nome della stessa Resistenza, infangata da criminali che con i veri valori democratici non avevano nulla a che fare.