Disabile picchiato e bruciato dal branco

PadovaLe prime scarne notizie, filtrate con estrema cura dai carabinieri che stanno indagando, parlano di un disabile psichico di 15 anni picchiato e ustionato da un gruppo di bulletti del paesino del Padovano dove vive e frequenta la scuola media. Da bulletti a criminali, però, il passo è breve. Se solo una parte delle accuse corrispondesse al vero e se gli autori di questo ennesimo gesto inconsulto nei confronti di chi, per diverse ragioni, non è omologabile al branco dovessero essere identificati, la punizione stavolta dovrebbe risultare molto più severa di una semplice giornata di sospensione da scuola, come è capitato nei precedenti casi paragonabili all’ultima vile aggressione.
Succede tutto in un comune vicino a Cittadella (Padova), e i dettagli forniti dai carabinieri restano vaghi proprio per tutelare il minore che frequenta ancora la scuola dell’obbligo. La burocrazia sanitaria parla di invalidità psichica del 75 per cento ma, nonostante gli inevitabili disagi legati al suo stato di salute, il ragazzo va a scuola regolarmente e conduce una vita il più normale possibile. Almeno così è stato fino a venerdì scorso quando, al ritorno dal lavoro, la madre lo ha trovato con buona parte del braccio ustionato e col volto tumefatto.
«Che ti è successo?», gli ha chiesto allarmata, mentre lo trascinava di corsa al pronto soccorso. La risposta del figlio è stata agghiacciante: «Mamma, mi hanno picchiato e bruciato. Mi hanno buttato l’alcol sui vestiti e poi mi hanno dato fuoco».
Le condizioni del ragazzino erano serie e, lì per lì, alla madre importava solo correre all’ospedale. Qui i medici, dopo le prime cure immediate, hanno riscontrato al ragazzo ustioni di secondo grado all’avanbraccio e una contusione al volto, giudicandolo guaribile in una ventina di giorni. Ma averebbe potuto andare molto peggio se la vittima non fosse riuscita a spegnere le fiamme da solo.
Nessuno è ancora in grado di ricostruire con precisione quel che è accaduto, ma è evidente che il fuoco avrebbe potuto fare danni assai più gravi di quelli causati all’avanbraccio.
Passato il momento di iniziale spavento e tranquillizata dai medici, la donna ha presentato denuncia ai carabinieri. Un’azione così da vigliacchi, odiosa, pericolosa, potenzialmente assassina, deve essere perseguita, ha pensato la donna. Anche per evitare che si ripeta in futuro, magari a danno di qualche altro disabile, o comunque diverso.
La vicenda è circondata dal massimo riserbo da parte degli inquirenti, proprio per la delicatezza e per il coinvolgimento di minori. Il fascicolo è già arrivato alla procura del Tribunale per i minori di Venezia e presto potrebbero arrivare sviluppi sull’identità dei responsabili. I carabinieri, sulla base delle prime informazioni fornite dalla madre, si stanno muovendo sul fronte degli ambienti frequentati dal ragazzo. Scuola e quartiere, pare, ma non ci sono conferme. Per avere dettagli maggiori è possibile che nei prossimi giorni, con l’aiuto di uno psicologo, possa essere sentito il giovane vittima dell’aggressione, sperando di ottenere ulteriori elementi.