Disabili, i ritardi della Regione

Integrazione scolastica a rischio per gli alunni con disabilità del Lazio. A sollevare il caso che vede finire nel mirino la giunta regionale è il capogruppo alla Pisana di Rifondazione comunista, Ivano Peduzzi. Si tratta insomma di «fuoco amico». Ma si sa, quando c’è da sbattere i pugni sul tavolo, i duri e puri di Prc non si tirano indietro. Al centro della polemica, tutta interna al centro-sinistra, c’è il ritardo, di circa un anno nell’assegnazione alle province delle risorse per gli interventi di assistenza per l’integrazione scolastica degli alunni con disabilità che in tutto il Lazio sono più di 20 mila.
«La giunta regionale con la deliberazione 681 del 26 settembre 2008, ha stabilito l’utilizzazione di una quota del fondo per l’attuazione del piano socio-assistenziale pari a euro 4.454.100 di cui al capitolo di spesa H 41504, esercizio finanziario 2008, da assegnare alle province per questo tipo di interventi - scrive Peduzzi in un’interrogazione, la n. 408 del 2009, presentata in consiglio regionale agli assessori alle politiche sociali e al bilancio -. Con determina D4124 del 1 dicembre 2008, la quota da utilizzare è stata suddivisa in parti per le rispettive province, prevedendo per la sola provincia di Roma un importo pari a euro 1.998.000». Qual è la questione? Il capogruppo di Rifondazione comunista lo spiega nelle righe successive: «I rispettivi mandati di pagamento sono stati immessi in data 28 gennaio 2009 e risultano a tutt’oggi non pagati». Quel «tutt'oggi» si riferisce alla data di presentazione dell’interrogazione, ovvero il 23 ottobre 2009. Proprio i giorni in cui è scoppiato in tutta la sua potenza il caso Marrazzo, con conseguente blocco dell’attività del consiglio regionale, fatta eccezione per gli atti urgenti e indifferibili. Di conseguenza, l’interrogazione è rimasta senza risposta, come risulta dall’iter degli atti pubblicato sul sito internet della Pisana e al gruppo di Prc. «Il mancato pagamento ha provocato e sta provocando gravi limitazioni agli interventi di assistenza, comportando ingiuste discriminazioni lesive del diritto alle pari opportunità educative» conclude Peduzzi. Gli interventi di assistenza di cui dovrebbero godere i disabili sono di vario tipo: dall’uso di figure professionali quali gli assistenti educativi culturali alla traduzione di libri di testo in braille, dalla fornitura di attrezzature specialistiche ai centri di supporto permanenti d informazione e consulenza per migliorare i processi di apprendimento attraverso l'uso di nuove tecnologie fino all’istituzione di «ausilioteche» che contengano dispositivi protesici di supporto alle attività didattiche. Per quanto riguarda il numero di alunni coinvolti, come risulta dai dati forniti dall’ufficio scolastico regionale del ministero della pubblica istruzione, la parte del leone ovviamente la fa Roma con i suoi quasi sedicimila alunni disabili pari al 74% del totale, seguono a ruota Latina con 2282 (10,64%), Frosinone con 2015 (9,39%), Viterbo con 792 (3,69%) e infine Rieti con 487 (2,27%). Un esercito di persone che attende impaziente il turno per veder rispettati i propri diritti.