Disabili I sei centri sono allo sbando: poca acqua calda e tanta sporcizia E la Regione latita

ALLO SBANDO Dal settembre del 2006 i locali, sparsi per Roma e Provincia, sono stati dati in gestione al consorzio Ri.Rei. Protestano i genitori e i sindacati

Non c’è nulla di più definitivo del provvisorio. Alla nota regola non fa eccezione il Consorzio Ri.Rei che dal settembre 2006 gestisce, di proroga regionale in proroga, i sei centri (uno a Lavinio, uno a Santa Severa, e quattro a Roma in via Majorana, via Sbricoli, via Dionisio e Villa Ada) di assistenza per disabilità e ritardi mentali sparsi tra Roma e provincia.
Le strutture, ereditate dalla vecchia gestione della Anni Verdi onlus e passate per una finestra temporanea di 3 mesi alle Asl prima del passaggio al consorzio di cooperative (Unisan, Osa e Nuova Sair), non se la passano bene, a giudicare dalle proteste dei genitori e dei sindacati. In particolare, per il centro di Santa Severa, gestito dalla Unisan, che ospita 60 assistiti con patologie gravi 24 ore su 24 e 30 diurni, più 93 dipendenti tra psicologi, impiegati, cuochi e centralinisti, è stata chiesta la revoca della gestione da parte del Consorzio e il riaffidamento alle Asl in attesa del Bando europeo di assegnazione. Eppure alla Regione da quest’orecchio sembrano non sentirci. L’ultima tranche di finanziamento ammonterebbe per il 2008 a 12 milioni di euro ma il Consorzio ne chiede altri 16.
«Nonostante i finanziamenti e il comodato gratuito degli immobili, sono accaduti negli ultimi tempi episodi sconcertanti. Spesso è mancata l’acqua calda e per lavare i disabili il personale è stato costretto a usare acqua fredda prelevata dalla piscina, per non parlare delle infiltrazioni in cucina, a mensa e nelle stanze che hanno costretto a spostare i letti - racconta il sindacalista Consnil, Guido La Forgia -. Per di più, l’impianto di riscaldamento non è stato sempre funzionante».
Ad aggiungere ulteriore carne al fuoco ci si metterebbero anche i cantieri aperti che creerebbero difficoltà di movimento ai pazienti, il cambio alquanto scarso di federe e lenzuola, il rapporto esiguo tra numero dei pazienti e di assistenti (di notte a vegliare sui 60 disabili sarebbero impiegate solo 6 persone) e comportamenti anti-sindacali. «I pasti serviti nella mensa sarebbero inoltre vecchi anche di 3 giorni e parte dei pulmini usati per lo spostamento dei disabili risulterebbero fatiscenti» precisa ancora La Forgia. Dall’amministrazione hanno più volte replicato che è tutto a posto e che qualche eventuale lacuna dipende dagli scarsi fondi regionali. Della questione si è occupato più volte il Consiglio regionale. Il capogruppo di Rifondazione comunista, Ivano Peduzzi, ha puntato il dito contro la gestione del Consorzio Ri.Rei reo, a suo dire, di «non essere in grado di gestire i servizi che gli sono stati affidati». «Da settembre non vengono pagati gli stipendi ai lavoratori a partita Iva, mentre a tutti gli altri è corrisposto solo il 50% della tredicesima - puntualizza Peduzzi, riferendosi alla gestione complessiva dei centri -. La situazione è al limite, i lavoratori protestano ma la dirigenza rifiuta ogni confronto, mettendo in pericolo l’assistenza ai pazienti».