«Disagi elettorali sui treni»

(...) che certi pasticci «a comando» siano un po’ troppo vicini alla scadenza elettorale. Insomma, che qualcuno abbia chiesto, e ottenuto, di esasperare gli animi dei viaggiatori che dovranno a breve giudicare, come cittadini, l’operato del governo che si presenterà alle urne con una serie di opere nel settore delle infrastrutture e dei trasporti difficili da contestare.
Nei prossimi giorni il deputato di Alleanza nazionale presenterà un esposto dettagliato alla procura della Repubblica. Se non lo ha ancora fatto, assicura, è solo perché ci vuole del tempo per raccogliere tutti i casi degni di segnalazione. Tanti che, messi insieme uno dopo l’altro, «non possono passare inosservati e un magistrato dovrebbe notare che vale la pena fare alcune verifiche». L’accusa però, come detto, è già stata formulata e anche in forma assolutamente ufficiale. Alla commissione trasporti della Camera, di cui l’onorevole di An è vicepresidente, è già esplosa la polemica. Bornacin ha fatto presente una dopo l’altra tutte le «coincidenze» liguri e subito altri deputati hanno notato strane somiglianze con quanto accaduto in altre regioni italiane. Tutto sempre in contemporanea. Ma ligure è anche la replica ai sospetti di Bornacin. L’onorevole Graziano Mazzarello, Ds, ha replicato urlando ironicamente al «complotto», con l’intento di ridurre a un semplice attacco di vittimismo le parole dell’avversario. «Sì, ma non mi sono scomposto - assicura il deputato di An -. Gli ho risposto che sì, l’ipotesi del complotto non è certo tanto peregrina. E ho fatto esempi che inducono a meditare».
Eccoli, alcuni disservizi sospetti, alcuni dei quali tra l’altro tirano in ballo proprio Graziano Mazzarello, protagonista la scorsa settimana di un polemico viaggio tra i pendolari sui treni liguri. «Parto da un esempio - fa notare Bornacin -. Era stato tagliato un treno dei pendolari da Ventimiglia verso Genova. Una scelta assurda che ho subito fatto presente all’amministratore delegato delle Ferrovie. Mi ha risposto: “Chi è l’imbecille che ha tagliato questo treno?”. Ovvie due cose: che la scelta è stata fatta a livello ligure e che Roma non ne sapesse niente. Tanto che i vertici nazionali hanno assunto subito l’impegno di provvedere entro due giorni. Ebbene il giorno dopo, quando pure si sapeva che l’indomani sarebbe tornato tutto a posto, a Sanremo vengono bloccati i binari per protesta, il giorno successivo il treno promesso parte regolarmente, il giorno ancora successivo si brucia subito il locomotore».
Bornacin assolve i vertici nazionali di Trenitalia, tra l’altro tutti cambiati dal governo. «Ma purtroppo a livello medio basso e alla guida dei dipartimenti regionali ci sono ancora funzionari molto legati alle altre amministrazioni», attacca il deputato di An, che snocciola altri esempi che un avvocato sta inserendo nell’esposto. C’è la questione dei treni metropolitani, tra Voltri e Nervi. Tanti, troppi, secondo il vice presidente della commissione trasporti, che li interpreta come un «favore fatto ad Amt che non è in grado di garantire un trasporto locale adeguato con gli autobus e viene coperto da un servizio che non dovrebbe fare Trenitalia». Ma poi c’è spazio anche per l’«ispezione» di Mazzarello sui treni. «Chissà come mai - si chiede Bornacin, quel giorno che aveva annunciato il viaggio nei disagi, manca un macchinista, brucia un treno, salta un convoglio. Io viaggio sempre in treno, non lo dico prima, e certe cose non mi succedono». Nel mirino ci sono anche le invasioni di pidocchi sulle carrozze proprio in coincidenza con la vertenza per il rinnovo degli appalti di pulizia, o la mancanza di responsabili per le interruzioni programmate alle linee, i capitreni abbandonati a loro stessi senza responsabili organizzativi. Non c’entrano invece i brevi disservizi in programma oggi nelle piccole stazioni dove, per adeguamenti tecnici, le biglietterie automatiche non funzioneranno dalle 9.45 alle 11. «Il precedente responsabile della divisione passeggeri in Liguria, appena sostituito, veniva da esperienze nel campo automobilistico - sottolinea Bornacin -. Mi risulta che alle riunione dimostrasse di non conoscere neppure il linguaggio». Tanti, troppi disservizi facilmente evitabili e tutti insieme, a ridosso delle elezioni. Eccolo il sospetto di Bornacin. Ora toccherà a un giudice.