Il «disagio del partito» licenzia il capogruppo dei Ds in Comune

(...) dalla società, dimissioni dall’incarico di responsabile organizzativo, e offerta della propria «testa» di capogruppo al buon cuore dei compagni di Palazzo Tursi. Applausi a scena aperta al giovane e insospettabile funzionario che, a detta dei suoi stessi «superiori» nel partito, aveva dimostrato di tener lontane le malelingue sorte solo per colpirlo politicamente con una scusa inesistente. Ovviamente, spergiuravano tutti i Ds, ad accorgersi del possibile conflitto di interessi e a segnalarlo alla stampa non poteva essere stato un compagno. Tutti volevano bene a Simone Farello. Anche se lui, forse, qualche dubbio in cuor suo, non riusciva proprio a cancellarlo.
Sembrava comunque pace fatta nel partito. Farello aveva rimesso il mandato al gruppo consiliare che però, dopo quello che lui stesso oggi definisce «un sincero e giustamente franco confronto», gli aveva chiesto di andare avanti. Tutto finito. Bastavano la rinuncia alla società di pubblicità e al ruolo all’interno della Festa. Ma i Ds genovesi hanno vissuto un loro 7 settembre. Iniziato con la lettera di dimissioni irrevocabili di Farello nelle mani di Alfonso Pittaluga, segretario provinciale, e di Mario Tullo, segretario regionale della Quercia. Farello spiega di aver deciso di riprendere l’attività all’interno della società (ormai concluso il rischio di conflitto di interesse) e, nonostante la «grande soddisfazione e fiducia nel futuro» avuta grazie alla riconferma in Comune,, di aver scelto comunque di dimettersi da capogruppo. Questo per «lasciare libero il gruppo consiliare di concludere al meglio e nella serenità questa ciclo amministrativo. È una scelta difficile e dolorosa ma l’unica corrispondente all’etica della responsabilità che mi ha sempre guidato e mi guida».
La colpa, ancora una volta almeno ufficialmente, Farello la dà agli «avversari politici» capaci di un «accanimento nello strumentalizzare ogni comportamento». Eppure la sua lettera di dimissioni viene resa nota dalla segreteria Ds che la accompagna con un comunicato stampa. «Le dimissioni dimostrano la sua intelligenza politica e sensibilità personale nei confronti del gruppo e del partito - scrivono Pittaluga e Tullo - rispetto a uno stato di disagio presente nel corpo del partito». Allora a «cacciarlo» è stato il mal di pancia interno? «Ha fatto bene, perché siamo gente seria - taglia corto ancora Mario Tullo, che garantisce per l’assenza di fronde intestine ai Ds -. Gli avversari ne avrebbero sicuramente approfittato». Al futuro il verbo è perfetto, ma scagiona gli «avversari» per quanto già accaduto. A proposito di futuro, il comunicato del partito ringrazia Farello per l’impegno profuso, «un impegno che pensiamo continuerà in futuro». Pensiamo.