Disastro aereo in Brasile: oltre duecento le vittime

da San Paolo

«Gira, gira, gira» sono state le ultime parole del pilota, registrate da una delle tre scatole nere recuperate dopo il disastro. Prima l’uscita fuori dalla pista, bagnata a causa di una fitta pioggia, poi l’attraversamento dell’autostrada, con l’aereo che sfiora le auto che la percorrono, il tentativo di riprendere quota, infine lo schianto nel grande hangar dell’aeroporto che a quell’ora era pieno di gente. È stata una giornata nera per il Brasile, dopo la tragedia che martedì ha avuto come teatro lo scalo di Congonhas, a sud di San Paolo, l’aeroporto di maggior traffico del Paese. È stato il giorno del più tragico incidente aereo della storia del Brasile.
L’Airbus A-320 della Tam, con 186 persone a bordo, fra passeggeri e personale, si è schiantato alle 18:45 di martedì (erano le 23:45 in Italia) contro l’aeroporto di Congohas, dove doveva atterrare. L’impatto ha scatenato un incendio che dall’aereo si è esteso all’edificio del terminal e a una vicina stazione di rifornimento di carburante, provocando fiamme alte più di dieci metri e temperature di oltre mille gradi centigradi. Decine i corpi carbonizzati e irriconoscibili, il racconto di testimoni che riferiscono di «decine di persone che saltavano dalle finestre dell’edificio nel tentativo di salvarsi». E un bilancio catastrofico: potrebbero essere oltre 200 le vittime, comprese le 186 persone (nessun sopravvissuto) che erano a bordo dell’aereo e sono morte sul colpo. Tra loro - ha fatto sapere la Tam - c’è un solo straniero, un passeggero austriaco.
Il Brasile è sotto choc. Il presidente, Luiz Inacio Lula da Silva, ha decretato tre giorni di lutto nazionale mentre nel Paese imperversa la polemica sulla sicurezza degli scali aeroportuali. L’aeroporto di Congonhas, riservato ai voli interni, sorge in mezzo all’abitato e le piste di atterraggio sono molto corte: in passato si sono già avuti vari incidenti dovuti allo spazio limitato in cui i velivoli sono costretti a manovrare. La Airbus ha inviato a San Paolo del Brasile cinque suoi tecnici per partecipare all’inchiesta sulle cause della sciagura e il capo dello Stato ha sollecitato gli inquirenti ad avviare un’inchiesta «rigorosa», che conduca a risultati «immediati». L’aeroporto è rimasto chiuso per circa dodici ore, ma il traffico è poi ripartito regolarmente.
Ora l’attenzione sarà concentrata sull’accertamento delle cause del disastro: forse la pista scivolosa per la pioggia battente, forse un problema nel sistema di frenaggio dell’aereo oppure l’errore umano. Il giorno prima della tragedia, un altro velivolo, con 21 persone a bordo, era slittato sulla pista scivolosa.
Messaggi di cordoglio da tutto il mondo sono arrivati in Brasile. A inviare le proprie condoglianze anche il Pontefice, Benedetto XVI, che si era recentemente recato in visita a San Paolo.