Disavventura in mare: "Omissione di soccorso" E il primogenito di De Benedetti va a processo

Guai giudiziari per il primogenito dei tre figli dell'Ingegnere: 50 anni appena compiuti, è accusato di omissione di soccorso in mare. La famiglia lo difende: a Rodolfo non fu detto che la Guardia costiera chiedeva il suo aiuto

A una settimana dalla sentenza Cir-Fininvest, mentre la sua azienda si prepara a incassare il megarisarcimento assegnato dalla Corte d’appello di Milano per la vicenda del Lodo Mondadori, una piccola ma antipatica disavventura giudiziaria tocca la famiglia di Carlo De Benedetti. Il figlio maggiore dell’Ingegnere, Rodolfo, verrà processato il prossimo 13 ottobre a Lipari per il reato di omissione di soccorso in mare: durante una gita in barca durante una vacanza, l’imprenditore si sarebbe sottratto ai doveri di aiuto reciproco che regolano la vita marittima, nonostante fosse stato esplicitamente invitato a farlo dalla Guardia costiera. Secondo la sua versione dei fatti, De Benedetti junior invece non si sarebbe nemmeno reso conto di quanto stava accadendo, e tanto meno che l’individuo che lo invitava a mettersi a disposizione fosse un militare.
A rendere nota la vicenda è ieri un blogger siciliano rilanciato da Dagospia. Si legge su notiziariodelleeolie.myblog.it: «Rodolfo De Benedetti, 50 anni, nativo di Torino, amministratore delegato di Cir e Cofide, dovrà comparire alla sezione distaccata del tribunale di Lipari il prossimo 13 ottobre 2011. È difeso dall'avvocato Fabrizio Siracusano. L’udienza è stata fissata dal giudice Ennio Fiocco (piemme Pietro Campanella, funzionario giudiziario Roberto Fraumeni). La vicenda del mancato soccorso risale al 9 agosto del 2007. De Benedetti junior a bordo del suo yacht navigava al largo di Stromboli. Esattamente a un miglio a est dal molo di Scari. Una imbarcazione aveva lanciato un sos perché stava andando completamente alla deriva e la Guardia costiera aveva richiesto l’intervento di soccorso allo yacht di De Benedetti. Ma l’imprenditore torinese - stando al capo d’imputazione - si sarebbe rifiutato».
Interpellati sulla vicenda, i portavoce della famiglia De Benedetti confermano l’esistenza dell’indagine ma forniscono, attraverso una nota dell’avvocato Siracusano, una versione dei fatti assai diversa. «La vicenda risale all’estate di quattro anni fa. Il dottor De Benedetti si trovava a bordo di un gommoncino in prossimità di una spiaggia di Stromboli con sua moglie, due delle sue figlie e una loro amica. Dal molo di Scari un uomo, che non si era in alcun modo qualificato, lo aveva invitato in modo concitato ad avvicinarsi alla riva e pretendeva un passaggio per raggiungere un’altra imbarcazione».
«Il dottor De Benedetti ha preferito non accogliere la richiesta, non avendo inteso la ragione della stessa (che non gli venne mai riferita) né avendo percepito che l’uomo fosse un rappresentante della Guardia costiera. L’uomo, infatti, non sembrava indossasse alcuna divisa che lo rendesse facilmente distinguibile, né aveva detto che doveva raggiungere un’imbarcazione in avaria. È del tutto evidente che non c’è stata alcuna omissione di soccorso. Riteniamo, pertanto, che le accuse formulate nei confronti del dottor De Benedetti siano del tutto infondate e riponiamo piena fiducia nella giustizia».