Discarica assediata, ma sui rifiuti ora è tregua

Oltre tremila i manifestanti sulla statale verso l’impianto. I comitati di Ariano Irpino bloccano i tir che arrivano da Napoli. Le
forze dell’ordine proteggono tutta la zona. Il governo tratta una pace
di 12 ore

Ariano Irpino (Avellino) - La discarica di Difesa Grande, alla periferia di Ariano Irpino, è una sorta di «zona rossa», superprotetta da polizia, carabinieri e finanzieri. Il cancello del sito però, è rimasto chiuso tutta la giornata di ieri: i circa 60 compattatori, carichi di rifiuti provenienti da Napoli, sono rimasti parcheggiati lungo la Statale 90 bis, a una decina di chilometri dalla discarica. L'ordine di riprendere la marcia e scaricare la «monnezza» non è arrivato. Forse, arriverà oggi e potrebbero essere dolori.
A fine serata, al termine di una giornata di tensioni (mai sfociate in disordini), è giunta la notizia di una tregua di dodici ore, una pausa durante la quale, verrà deciso il da farsi. Le forze dell’ordine, oltre 300 tra carabinieri, polizia e guardia di finanza, se ne sono andate tra gli applausi della folla. La trattativa avrebbe come fine un impegno ufficiale da parte del governo, sulla definitiva chiusura della discarica dopo i 20 giorni di attività previsti dall'ordinanza commissariale. I comitati anti discarica chiedono, oltre alla chiusura di Difesa Grande, anche la cancellazione del sito di Contrada Ischia, nel vicino territorio di Savignano Irpino (Avellino). Il sindaco di Ariano Irpino, Domenico Gambacorta, domani sarà a Roma per incontrare i presidenti dei gruppi parlamentari di Palazzo Madama.
Ieri, Gambacorta, all’incrocio tra la Statale 90 e la provinciale che porta a Difesa Grande, ha tenuto un comizio, davanti ad una folla di oltre tremila persone, inferocite contro il Commissario straordinario per la emergenza rifiuti in Campania, Guido Bertolaso, aggredito nei giorni scorsi proprio ad Ariano Irpino e contro il presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino. Un anziano, aveva una fascia a lutto con la scritta «Regione Campania». Il senatore dell'Udc, Francesco Pionati ieri era ad Ariano Irpino, per solidarizzare con il sindaco Gambacorta e con la popolazione. «La riapertura di Difesa Grande viola la legge e il buon senso. La legge perché la discarica è sottoposta a sequestro della magistratura che sta indagando su reati gravissimi. Il buonsenso perché non esiste alcun piano di uscita dall'emergenza rifiuti». La tensione sale, le forze dell'ordine sono in assetto antisommossa ma la scintilla degli incidenti non scatta. A Roma, un Bertolaso che certamente non ha dimenticato lo schiaffo di Ariano Irpino, replica: «Va attuata immediatamente, nel pieno rispetto della legalità, l'ordinanza del presidente del Consiglio Prodi che dispone da oggi la riapertura della discarica di Ariano Irpino». Esplicito, il Capo della protezione civile. «Siamo in attesa di poter dar seguito all'ordinanza. La riapertura di Difesa Grande è fondamentale, visto che già da oggi tutti gli impianti di Cdr sono bloccati perché non si sa più dove sversare i rifiuti».
Bertolaso commenta le richieste avanzate dagli abitanti di Ariano Irpino definendole: «legittime». Insomma, la bonifica del sito, per il quale sono stati stanziati 5 milioni di euro, «sarà fatta» e c'è il «termine perentorio di 20 giorni, come è stato per Parapoti a Salerno».
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