Discarica a Chiaiano: con la sinistra sfila il fronte del no

'Jatevenne' (andatevene): la protesta - 'colorata', aperta dai bambini
e pacifica nonostante i timori della vigilia - questa volta ha
coinvolto tutta Italia portando nel quartiere i 'No-Dalmolin'
vicentini, i 'No-Tav' della Val di Susa, gli esponenti dei centri
sociali di Bologna, Firenze, Roma e Cagliari

Napoli - Un lunghissimo serpente umano, di circa diecimila persone (stime degli organizzatori), ha invaso ancora una volta oggi le strade del quartiere Chiaiano, alla periferia di Napoli, e del vicino comune di Marano per ribadire il no alla discarica nelle cave di tufo. 'Jatevenne' (andatevene): la protesta - 'colorata', aperta dai bambini e pacifica nonostante i timori della vigilia - questa volta ha coinvolto tutta Italia portando nel quartiere i 'No-Dalmolin' vicentini, i 'No-Tav' della Val di Susa, gli esponenti dei centri sociali di Bologna, Firenze, Roma e Cagliari. Il tutto con la presenza massiccia, ma discreta, delle forze dell'ordine. "Chiaiano - hanno detto i no-global vicentini guidati da Luca Casarini - è diventato un laboratorio della repressione di questo governo. Se passano qui porteranno la militarizzazione anche da noi". Il fronte della protesta, quindi, si è allargato in seguito al pugno duro deciso dall'esecutivo, con il decreto rifiuti varato proprio a Napoli (il tutto mentre in Campania continuano a registrarsi situazioni critiche come a San Giorgio a Cremano ma anche nella stessa Marano). Accanto ai no-global, in prima fila, hanno sfilato le donne e i bambini di Chiaiano, gli esponenti politici locali ormai in rottura con il sindaco Iervolino e i comitati delle altre discariche previste dal piano come Serre e Terzigno. Un corteo pacifico, controllato a distanza dalle forze dell'ordine, ma che ha espresso slogan forti: 'Napoli e Marano come Hiroshima e Nagasaki' si leggeva su uno striscione mentre il corteo procedeva al grido: "Chiaiano non si tocca, la difenderemo con la lotta". Non sono mancate le proposte provocatorie come quella lanciata da Oreste Scalzone: "Gli abitanti di Chiaiano - ha detto l'ex leader di Potere Operaio - potrebbero abbandonare le loro case e dichiararsi profughi di guerra appellandosi all'alto commissariato Onu per i rifugiati". Marco Rizzo ha invece sottolineato come: "C'é il pericolo che la politica repressiva adottata per Chiaiano possa allargarsi anche alle proteste di fabbrica e agli scioperi", ha detto il coordinatore nazionale dei Comunisti Italiani che durante il corteo ha avuto un diverbio con un consigliere comunale di destra del comune vesuviano. Presente anche padre Alex Zanotelli, il missionario Comboniano, che ha guidato alcune proteste a Napoli come quella contro la privatizzazione dell'acqua. Zanotelli ha definito "demenziale e criminale" l'apertura della discarica a Chiaiano e il ddl del Governo sui rifiuti. Ha fatto sentire la sua voce anche Agostino Di Lorenzo, presidente del parco delle colline di Napoli, al cui interno dovrebbe sorgere la discarica: "La discarica occuperebbe una piccola parte del parco che però rischierebbe di morre comunque. Come faccio a dire alle mamme di portare quì i bambini a giocare con 700mila tonnellate di rifiuti accanto". Alla fine del lunghissimo corteo i manifestanti si sono radunati davanti al palco allestito in via Cupa dei Cani, la strada che conduce alle cave, dove si sono svolti dei comizi e li interventi di artisti tra cui Peppe Lanzetta, Ascanio Celestini, e il gruppo musicale napoletano "E Zezi". "Ringraziamo tutti i comitati che ci hanno affiancati venendo da ogni parte d'Italia", ha detto Alfonso De Vita, esponente delle reti ambientaliste di Napoli. La protesta di Chiaiano continua: domani pomeriggio i movimenti si ritroveranno per pianificare le prossime azioni.