La discarica non può aprire È festa, ma il pattume resta

L’immondizia continua ad accumularsi per le strade della Campania. Ma la soluzione è lontana

da Napoli

Festeggiano i cittadini sanniti: la discarica dei Tre Ponti, a Montesarchio, non aprirà. Il sito, infatti, non è a norma. Gli accertamenti tecnici svolti sulla discarica Tre Ponti, hanno evidenziato rischi relativi alla staticità della discarica stessa che, anche in ragione dei tempi necessari ad eliminarli, ne hanno escluso l'utilizzabilità nella gestione emergenziale. Sono pertanto in corso di valutazione ulteriori e diverse soluzioni per la provincia di Benevento, spiega il Commissario per l'emergenza rifiuti in Campania, De Gennaro, presentando il suo piano antirifiuti, modificato rispetto alla prima stesura. Un piano non ancora definitivo perchè sono in corso accertamenti su altri siti, sospettati di essere a rischio, per l’eventuale presenza di «sostanze inquinanti», come quelli di Granturco, alla periferia industriale di Napoli, di Marigliano e Villaricca nel Napoletano e di Difesa Grande, nell'Avellinese.
Partiranno invece, e a breve, altre due discariche: quella contestatissima di Pianura ma, solo per accogliere le ecoballe e quella di Ferrandelle (Santa Maria la Fossa, Caserta), come sito di stoccaggio provvisorio. Ma, poco dopo l'annuncio del Commissariato è scattata la protesta dei casertani: la strada Statale Appia e la provinciale per Grazzanise e Santa Maria la Fossa, sono bloccate da un paio di ore da centinaia di manifestanti. Ma, nonostante il maltempo e i due blocchi stradali, nel sito di Ferrandelle, le ruspe hanno continuato a operare per l'allestimento della prima piattaforma che dovrà ospitare ecoballe. A parte gli ostacoli posti dalle popolazioni dove sono state individuate le discariche, l'ex capo della polizia De Gennaro è stato categorico: «Procederò con la necessaria determinazione».
La chiesa irpina, intanto, è scesa in campo per criticare i pubblici amministratori. Il vescovo della diocesi di Ariano Irpino-Lacedonia, monsignor Giovanni D'Alise: «Napoli e la Campania sono state messe in ginocchio perché non si è governato per il bene della popolazione ma si è gestito un potere: è una differenza enorme». L'alto prelato ha poi detto di essere rimasto «impressionato dal silenzio e dal nascondimento di tanti politici», invitando poi i concittadini a «far funzionare meglio l'arma del voto». E, alla sua gente, che non vuole la riapertura di Difesa Grande, dice: «Sto dalla loro parte».