La discarica restituisce il corpo di Nino e riapre

Proprio quando sembrava un’altra giornata passata invano, pochi minuti dopo le 20, è stato recuperato il corpo di Nino Cassola, l’operaio caduto nel pozzo per il recupero del biogas di Scarpino. Dopo che anche ieri si erano alternati altri operai dell’Amiu e squadre di vigili del fuoco, quando stava per arrivare lo stop alle operazioni per il sopraggiungere dell’oscurità totale, il vigile del fuoco è arrivato al limite dei 18 metri di profondità, proprio dove si è sempre pensato fosse finito il corpo del trentatrenne rimasto vittima dell’incredibile tragedia. Fino a quel momento il rischio che le pareti del pozzo potessero cedere e provocare altri incidenti avevano rallentato, al pari dell’abbondante presenza di gas in zona, le operazioni di ricerca.
Già prima che arrivasse la notizia del recupero del cadavere dell’operaio inghiottito dal pozzo, era comunque stato già deciso di ricominciare le operazioni di ritiro e smaltimento dei rifiuti in città, dopo che Amiu aveva spiegato che, per rispetto alla vittima, i camion non sarebbero entrati a Scarpino e in città, specie in centro e a levante, si sarebbero verificati problemi nei cassonetti. Dalla scorsa notte dovrebbe così essere tornato tutto alla normalità.