In discesa Il costo diminuisce e lo Stato paga la differenza

Le tabelle mostrano il risparmio che si ottiene grazie all’applicazione del decreto anticrisi. Nel primo caso - mutuo trentennale per 100mila euro stipulato a novembre 2003 con tasso variabile del 3,96%, salito poi fino all’attuale 4,53% con rata di 634 euro - si passa a una rata di 606 euro, e il vantaggio è di 28 euro: nel secondo caso - mutuo trentennale per 100mila euro stipulato ad aprile 2004, a tasso variabile del 3,96%, salito poi fino all’attuale del 4,73% con rata di 520 euro - si passa auna rata di 477 euro, e il vantaggio è di 43 euro. La differenza di interessi è infatti pagata alle banche dallo Stato, «a fondo perduto». Il provvedimento vale per i mutui a tasso non fisso, stipulati per l’acquisto e la costruzione di abitazione principale (escluse case signorili, castelli e ville, sì invece alle villette a schiera) da persone fisiche entro il 31 ottobre 2008, che al momento della sottoscrizione prevedevano un tasso inferiore al 4% (comprensivo dello spread): in linea di massima, si tratta quindi di mutui stipulati fra il 2003 e giugno 2006.