Disco rosso della sinistra al Terzo valico

I due esponenti della Cdl puntavano al finanziamento tramite l’extragettito

È l’ennesima dimostrazione del fatto che i parlamentari liguri del centrosinistra, al di là delle dichiarazioni di principio, rimangono prigionieri dei condizionamenti dei gruppi ambientalisti contrari alla realizzazione delle infrastrutture e, in buona sostanza, allo sviluppo del Paese: così il senatore di Forza Italia Luigi Grillo commenta, «con amarezza, ma senza troppa sorpresa», la bocciatura dei due emendamenti alla legge Finanziaria presentati ieri nell’aula di Palazzo Madama da lui e dal collega di Alleanza nazionale Giorgio Bornacin. «Avevamo intenzione di far approvare dal Senato - spiega in particolare Grillo - un paio di emendamenti relativi alla destinazione dell’extragettito realizzato dall’incremento dei traffici portuali». Tale incremento doveva essere destinato segnatamente a finanziare i Corridoi plurimodali europei, nell’ambito dei quali è compresa la linea ferroviaria ad alta capacità Genova-Milano. Va da sé ricordare che in queste ultime settimane i parlamentari del centrosinistra si erano uniti al coro del sindaco di Genova Marta Vincenzi, del presidente della Provincia Alessandro Repetto e del presidente della Regione Claudio Burlando per perorare la causa del Terzo valico, anche tramite la destinazione dell’extragettito fiscale dei porti liguri. Ma al momento del voto - 153 a favore, 158 contro - la sinistra compatta ha fatto muro contro i due emendamenti. In particolare hanno votato contro, inquadrati e coperti, i liguri Graziano Mazzarello e Egidio Banti (il primo diessino, il secondo della Margherita, ambedue ora nel Partito democratico). Grillo, che anche ieri si è battuto a fondo, spalleggiato da Bornacin, per il Terzo valico, insiste: «Dispiace che i senatori della maggioranza, eletti nella nostra regione, ma anche i piemontesi e i lombardi che sono “parte interessata“ nel senso di dover comprendere perfettamente l’esigenza dell’infrastruttura, non abbiano raccolto l'invito a votare l'emendamento che avrebbe potuto finanziare i Corridoi plurimodali europei attraverso l'extragettito realizzato con le tasse portuali». La spiegazione, come al solito, è una sola: «La maggioranza - conclude il senatore azzurro - ha subito il forte condizionamento della sua anima ambientalista e ancora una volta il governo ha compiuto una scelta deludente nel settore delle infrastrutture strategiche per lo sviluppo delle Regioni del Nord-Ovest e la crescita economica di tutto il Paese».