Disco verde per Ullrich: correrà il Tour

Pier Augusto Stagi

Disco verde per Jan Ullrich che potrà partecipare al Tour de France. Gli organizzatori si sono ammorbiditi: «Al momento non c’è nessun problema», ha dichiarato Philippe Soudres, portavoce della Grande Boucle. Lo scandalo spagnolo che sta mettendo a soqquadro lo sport iberico, scuote il mondo del ciclismo e non solo. «Non vogliamo squadre o atleti che minino la credibilità della nostra corsa», avevano detto da Oltralpe, salvo poi ammorbidirsi e dare il nulla osta all’atleta tedesco.
L’Aso, l’ente che organizza la più importante corsa del mondo, aveva già comunicato alla Astana-Wurth (la ex Liberty che ha abbandonato il ciclismo in seguito allo scandalo spagnolo, ndr) di non essere gradita: quindi Vinokourov, il campione kazako che sogna il Tour, rischiava seriamente di vedere la corsa dal salotto di casa sua. Sempre la Aso aveva chiesto alla T-Mobile, la formazione capitanata da Jan Ullrich, di chiarire la propria posizione.
Ma andiamo per ordine. «Operacion Puerto», si chiama. Balza agli onori delle cronache in pieno Giro d’Italia, il 23 maggio scorso, quando vengono arrestate cinque persone, tra le quali Manolo Saiz, team-manager della squadra Liberty Seguros, una delle formazioni più forti del mondo e il medico Eufemiano Fuentes, che è l’epicentro di tutta l’inchiesta. Il medico sarebbe il «dracula» dello sport spagnolo e mondiale, autentico mago del plasma. Nel suo studio si rivolgono in molti: da ciclisti a calciatori, da tennisti a uomini e donne dell’atletica leggera. Con il sorcio in bocca viene preso Saiz: due sacche di sangue in mano più 60 mila euro per pagare i conti. Fuentes ha il compito di riossigenare il sangue degli alteti (emotrasfusione). Prelevato prima degli allenamenti, successivamente viene trattato, ossigenato, conservato e riniettato agli atleti in piena competizione. Un sangue riposato, porta benefici enormi e soprattutto elude qualsiasi tipo di controllo antidoping. Per Vinokourov e la sua Astana si attende il pronunciamento del Tas (Tribunale Arbitrale dello Sport) entro venerdì. Per Ullirch la T-Mobile si è già pronunciata. «A meno che gli investigatori spagnoli non entrino in possesso di prove certe in grado di documentare il coinvolgimento di Ullrich nello scandalo doping iberico, Jan sarà al via della corsa», così ha spiegato il portavoce della T-Mobile, Luuc Eisenga, che ha fatto sapere di avere avuto assicurazioni in tal senso dai direttori della Grand Boucle, Jean Marie Leblanc e Christian Prudhomme.
Per la cronaca, Ullrich era stato tirato in ballo nell'edizione dell’altro ieri de «El Pais» insieme al suo manager Rudy Pevenage: secondo il quotidiano spagnolo, un collaboratore del dottor Eufemiano Fuentes, sarebbe stato trovato in possesso di alcuni campioni di sangue con scritto sull'etichetta il nome del campione tedesco.
Per il momento la magistratura spagnola tace e gli unici elementi di discussione sono dati dalle rivelazioni choc de «El Pais».