DISCONTINUITÀ

È la nuova parola d’ordine per segnalare «un nuovo ciclo politico», il «rinnovamento». Che è un po’ come cambiare il colore della fodera del divano e pensare che così il salotto possa diventare una cucina. Poi invece a Napoli si è fatto di meglio, e la «discontinuità» la si è ottenuta amalgamando la colla con cui Bassolino e Iervolino sono rimasti pervicacemente attaccati alla poltrona. Ora si vocifera che cambieranno acconciatura: meglio una buona messa in piega di una «svolta» fatta solo a parole.