Discorso all’Amerika

Esercitazioni per l’esame di giornalismo. Il candidato riscriva il discorso di Berlusconi seguendo i pacati suggerimenti dell’opposizione. Svolgimento: «Signori membri del Congresso, è per me uno straordinario onore, in questo tempio della democrazia, avere la diretta di Verissimo e stringere le vostre mani grondanti di sangue. Se un politico italiano può sedere sullo scranno che fu di Lincoln e di Roosevelt, dopo diciassette anni, è per una ragione che supera ogni divisione all’interno dell’Occidente: è mio dovere aggiornarvi sui dati Istat 2005 (comprensivi degli introiti fiscali) ma soprattutto parlarvi dettagliatamente del fallimento dei miei cinque anni al governo; di passaggio, fare un vergognoso spot elettorale in cui voi, vi informo, risultate come figuranti: soprattutto Miss Clinton e i decani Mr. Bohemer e Mr. Luger. Ma ora vorrei raccontarvi la storia di un ragazzo che alla fine dei suoi studi liceali, a 6 anni, fu portato al sacrario militare di Nettuno (11 aprile 1942, ore 11.34, via Rocca Priora traversa via dei frati, prendi il Raccordo Anulare ed esci sulla Pontina, passi per Aprilia ed esci a Campoverde, prendi la SP 87/bis Velletri-Nettuno, dritto dopo il semaforo di Piscina Cadolino, dopo 500 metri c’è il baracchino dei panzerotti di Totonno, chiedete a lui) e suo padre gli fece giurare che non avrebbe dimenticato il sacrificio di quei soldati americani. Ebbene, quel ragazzo non ero io: era Prodi».