Un discorso bipartisan al Congresso Usa

da Roma

Un discorso rigorosamente «bipartisan», preparato nei minimi dettagli, con il quale ripercorrerà le tappe delle relazioni italo-americane, sottolineando i valori comuni alle due sponde dell’Atlantico senza dimenticare le «sfide globali» che minacciano il pianeta, come il terrorismo. Ma che sarà anche l’occasione per fare una sintesi pubblica dell’attività internazionale svolta in cinque anni di lavoro alla guida dell’Italia.
Questo è il canovaccio dell’intervento che Silvio Berlusconi pronuncerà il prossimo primo marzo al Congresso americano riunito in seduta plenaria. Un evento importante - l’ultimo di questa legislatura in terra americana per il premier - che cade in piena campagna elettorale e che lo staff del presidente del Consiglio sta preparando da mesi.
La buona riuscita di questa «prima» di Berlusconi a Capitol Hill è stata curata nei minimi dettagli dall’ufficio diplomatico del premier, anche attraverso un’apposita missione preparatoria al Congresso. Il discorso, già pronto nella sua sostanza da giorni, viene continuamente aggiornato e limato.
Palazzo Chigi è infatti conscio dell’importanza dell’avvenimento in terra americana ma anche delle inevitabili ricadute mediatiche che ci saranno in Italia.
L’invito dei presidenti delle due Camere statunitensi è un onore riservato a pochi leader: dal dopoguerra ad oggi era toccato solo ad altri tre presidenti del Consiglio; Alcide De Gasperi (24 settembre 1951), Bettino Craxi (6 marzo 1985) e Giulio Andreotti (7 marzo 1990). E solo due presidenti della Repubblica intervennero nella storia repubblicana al Congresso in sessione plenaria: Giovanni Gronchi (29 febbraio 1956) e Antonio Segni (15 gennaio 1964).
Dopodomani Berlusconi si tratterrà alla Casa Bianca per una prima colazione con Bush, il presidente «amico» incontrato ormai molte volte. Secondo fonti diplomatiche italiane Bush avrebbe ritardato la partenza di un lungo viaggio in India e Pakistan per ritagliare uno spazio utile a un colloquio con uno degli alleati più fedeli che può contare in Europa.
Se nel discorso al Congresso, come sottolineano le fonti, Berlusconi «volerà alto» senza scendere in particolari, i tanti nodi internazionali ancora irrisolti saranno il piatto forte delle conversazioni che Berlusconi avrà con Bush alla Casa Bianca: dalla questione del nucleare iraniano al Medioriente dopo la vittoria di Hamas alle elezioni palestinesi, dalle reazioni del mondo arabo alle vignette su Maometto alla richiesta di chiusura del carcere di Guantanamo sollevata ormai dall’intera Ue.
La «tre-giorni» americana di Berlusconi inizierà domani a Washington dove, il giorno seguente, incontrerà il presidente Bush. Il primo marzo intervento al Congresso; quindi, in serata, trasferimento a New York dove il premier riceverà il premio «Libertà intrepid 2006».