Un «discorso» lungo 200 anni

Il 29 luglio ricorre il bicentenario della nascita del politologo francese Alexis de Tocqueville (1805-1859). La sua notorietà si deve a La democrazia in America (Rizzoli, 1999), scritto dopo un viaggio negli Stati Uniti nel 1831-32 e divenuto un classico del pensiero liberale. Fra le altre opere uscite di recente si segnalano Scritti penitenziari (Storia e letteratura, 2002), Antologia degli scritti politici (Carocci, 2002). Quest’anno sono andati in libreria America e libertà. Da Alexis de Tocqueville a George W. Bush di Furio Colombo (Baldini Castoldi Dalai) e Alexis de Tocqueville: metodo, conoscenza e conseguenze politiche di Raymond Boudon e Lorenzo Infantino. Secondo Tocqueville soltanto due governi sono possibili: o «un tipo di società nel quale tutti avranno parte attiva negli affari politici», (democrazia), o la tirannia. Nicola Matteucci, collaboratore di lunga data de il Giornale e che firma l’articolo di questa pagina, è tra coloro che per primi hanno contribuito alla riscoperta in Italia del pensatore francese. Nel 1969 ha curato, per la collana UTET «I grandi classici della politica», la prima edizione italiana degli Scritti politici che comprendeva anche La democrazia in America. Suoi saggi sull’argomento sono stati pubblicati da Il Mulino.