Discorso di Napolitano "Dalla crisi esca un'Italia più giusta"

Nel suo terzo discorso di fine anno il Capo dello Stato affronta il tema della crisi economica dicendo che la preoccupazione è giustificata, ma non bisogna avere paura né lasciarsi prendere dal
pessimismo. La società italiana deve reagire "con coraggio e lungimiranza" e deve parlare "il
linguaggio della verità"

Roma - Nel messaggio di fine anno, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano chiede di "guardare in faccia" agli effetti della crisi economica. La preoccupazione è giustificata, dice, non bisogna sottovalutarne la gravità, ma non bisogna avere paura né lasciarsi prendere dal pessimismo. La società italiana deve reagire "con coraggio e lungimiranza" e deve parlare "il linguaggio della verita".

Soggetti più deboli e Mezzogiorno Di fronte alla crisi "c’è ragione di essere seriamente preoccupati per per l’occupazione, per le condizioni di chi lavora e per le famiglie più bisognose", afferma il presidente della Repubblica. Questa preoccupazione, aggiunge, diviene "speciale guardando al Mezzogiorno che non ha fatto i passi avanti necessari e rischia di essere più di altre parti del paese colpito dalla crisi se non vi si dedica l’impegno che ho di recente sollecitato con forza".

Precari e disoccupati Il capo dello Stato si dice "vicino ai lavoratori che temono per il posto di lavoro e la sorte delle loro aziende e che potranno contare tutt’al più sulla cassa integrazione". Napolitano dice di essere altrettanto vicino "ai giovani precari che vedono con preoccupazione avvicinarsi la scadenza dei loro contratti, temendo di restare privi di ogni tutela". Occorrono, conclude, "misure efficaci, ispirate a equità e solidarietà". 

Vicino a chi soffre "Hanno fatto scalpore nei giorni scorsi le statistiche ufficiali sulla povertà in Italia: ed è parola che esitiamo a pronunciare, è realtà non semplice da definire e da misurare. Sono comunque troppe le persone e le famiglie che stanno male, e bisogna evitare che l’anno prossimo stiano ancora di più o stiano ancora peggio. "Mi sento - prosegue il capo dello Stato - egualmente vicino alle famiglie, specie a quelle numerose, o che comunque fanno affidamento su un solo reddito, sulle quali pesa la difficoltà per le donne di trovare lavoro, e che non hanno abbastanza per soddisfare i bisogni fondamentali: e quelli che ne soffrono di più sono i bambini".

Rinnovare nostra economia "Ci sono stati in questi mesi dibattito e confronto in Europa e in Italia sui temi del clima e dell’energia, sui temi dell’innovazione necessaria e possibile", ha rilevato Napolitano. "Lo sforzo che in questo momento va compiuto per sostenere le imprese - grandi, medie e piccole - che sono in difficoltà pur essendosi mostrate capaci di ristrutturarsi e di competere - ha proseguito il Capo dello Stato - non può essere separato dall’impegno a promuovere indirizzi nuovi per lo sviluppo futuro dell’attività produttiva in Italia. Vanno in particolare colte le opportunità offerte dalle tecnologie più avanzate per l’energia e per l’ambiente. Facciamo della crisi - ha detto Napolitano - l’occasione per rinnovare la nostra economia, e insieme con essa anche stili di vita diffusi, poco sensibili a valori di sobrietà e lungimiranza".

Scuola, indispensabile la riforma Per Napolitano "è indispensabile fare "scelte di razionalizzazione e di riforma" della scuola, dell’università e del mondo della ricerca. Un obiettivo, ha sottolineato il Capo dello Stato nel corso del tradizionale discorso di fine anno alla nazione, a cui giungere con un "confronto aperto e costruttivo" che tenga conto del "valido apporto" degli studenti. "Ho, nel corso di quest’anno, levato più volte la mia voce per sollecitare attenzione verso le esigenze del sistema formativo, del mondo della ricerca, e delle Università che ne rappresentano un presidio fondamentale", ha aggiunto Napolitano. "È indispensabile, per il nostro futuro, un forte impegno in questa direzione, operando le scelte di razionalizzazione e di riforma che - ha sottolineato il Capo dello Stato - s’impongono sia per ottenere risultati di qualità sia per impiegare in modo produttivo le risorse pubbliche. A ciò - ha proseguito - deve tendere un confronto aperto e costruttivo, al quale può venire un valido apporto anche dalle rappresentanze studentesche, come ho avuto modo di constatare in diverse città universitarie, da Roma a Milano a Padova". "Facciamo della crisi - ha detto Napolitano - un’occasione perché l’Italia cresca come società basata sulla conoscenza, sulla piena valorizzazione del nostro patrimonio culturale e del nostro capitale umano". 

Il terzo discorso di fine anno Recita il suo terzo discorso di Capodanno senza guardare mai i fogli che ha davanti, alla sua scrivania da lavoro: nel messaggio agli italiani va avanti spedito il presidente della Repubblica  ma con le pause giuste nei passaggi salienti. E senza rinunciare a un po' di emozione nell’ultima frase del suo intervento quando si augura che gli italiani possano vivere il 2009 "con animo solidale, fermo, fiducioso". Napolitano indossa un completo scuro, camicia bianca e cravatta rossa con piccoli pois chiari. Si interrompe due volte per bere un sorso d’acqua mentre proclama il discorso che dura complessivamente 14 minuti e 40 secondi.