Il discorso di Napolitano piace a tutti

Consensi bipartisan alle parole del presidente della Repubblica. Al Quirinale per congratularsi telefona il
presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e plaudono i presidenti di Senato e Camera,
Renato Schifani e Gianfranco Fini. Sostegno anche da maggioranza e opposizione

Roma - Consensi bipartisan alle parole del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in occasione del messaggio di fine anno agli italiani. Al Quirinale per congratularsi telefona il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e plaudono i presidenti di Senato e Camera, Renato Schifani e Gianfranco Fini. Sostegno anche da maggioranza e opposizione, anche se il vero dialogo deve ancora partire.

Calderoli Il ministro per la Semplificazione legislativa, Roberto Calderoli (Lega Nord), dice: "Bravo Presidente, 10 e lode. Dalla crisi possono nascere le occasioni per cambiare e riformare, finalmente, il paese".

Quagliarello Il vicecapogruppo vicario del Pdl al Senato, Gaetano Quagliariello, afferma: "È necessario che il governo continui a fare le riforme, così come il Presidente gli ha riconosciuto, e che l’opposizione collabori più che criticare".

Soro e Vietti Per il capogruppo del Pd alla Camera, Antonello Soro, "è difficile non cogliere la distanza siderale dal tono e dal merito delle parole del presidente del Consiglio" e il vicecapogruppo vicario dell’Udc, alla Camera, Michele Vietti, osserva: "La crisi c’è e ed è inutile fare finta che non ci sia, ma dalla crisi si può uscire: bisogna investire su lavoro e sulle famiglie".

Fini Secondo il presidente della Camera, Gianfranco Fini, "il popolo italiano, con grande sforzo di operosità e solidarietà, di cui si è dimostrato capace in tutti i difficili momenti della sua storia", può "superare l’attuale fase critica. Le riforme strutturali, di cui il paese ha estremo bisogno, richiedono una azione di ampio respiro che, necessariamente, deve essere condivisa, con senso di responsabilità, da tutte le forze politiche".

Schifani Concorda il presidente del Senato Renato Schifani: "Ci riconosciamo nelle parole del Capo dello Stato, che richiama fortemente tutte le forze politiche all’assunzione di improrogabili responsabilità, per garantire l’indispensabile coesione del paese. In un momento di grandi difficoltà economiche e sociali, occorre accrescere l’impegno di tutti verso una politica di vera solidarietà e, in questo campo, oltre a quella dello Stato, fondamentale è l’azione di altre istituzioni e delle associazioni di volontariato, laiche e cattoliche".

Gasparri Il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, si augura che l’opposizione "esca da una posizione di sterile arroccamento, per confrontarsi sia sul tema dell’economia sia sulle riforme che riguardano le istituzioni".

Veltroni Il segretario del Pd, Walter Veltroni, nota: "Nel rispetto della distinzione dei ruoli tra opposizione e maggioranza, lavoreremo in parlamento alla ricerca delle necessarie convergenze per affrontare i problemi reali, avendo a cuore innanzitutto l’interesse del Paese".

Di Pietro Il leader dell’Italia dei valori sostiene: "Il richiamo del Capo dello Stato alla corresponsabilità tra maggioranza e opposizione per affrontare al meglio la grave crisi economica, trova pronta e disponibile l’Idv, che non si è mai tirata indietro", ma "Berlusconi va avanti a forza di annunci, senza affrontare e risolvere i problemi che affliggono quotidianamente la parte più debole del paese".

Ferrero Da sinistra il segretario di Rifondazione comunista, Paolo Ferrero, sottolinea: "Questa crisi è frutto dell’ingiustizia sociale e non è cascata dal cielo".

Cicchitto Per il capogruppo Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto: "Il Presidente ha voluto fare un richiamo per una maggiore coesione nazionale e un confronto civile e costruttivo tra le forze politiche. In questa direzione va l’azione del governo e della maggioranza".

Cesa E il segretario Udc, Lorenzo Cesa parla di "un’iniezione di realismo, responsabilità e fiducia. L’esortazione alla concordia e alla coesione nazionali, giunge" tuttavia "in un momento in cui" il Pdl "vive un momento di discutibile autosufficienza e" il Pd "una fase di paralizzante impotenza".