Discoteche ancora nella bufera: 3 buttafuori feriti in una sparatoria

(...) Scene ordinarie di vita in via Merlo 3. Dove di giorno si entra e si esce da studi di notai e avvocati, vivono alcune famiglie per bene che amerebbero tanto la discrezione, ma la sera c’è il locale conosciuto a Milano come «quello che tiene aperto quando tutti gli altri hanno chiuso», cioè fino alle 7.30, il «Ciao Ciao club». Ex quasi night, ora quasi-discoteca, ieri mattina nel ritrovo tiratardi amatissimo dai nordafricani, proprio poco prima dell’ora di chiusura, chi c’era avrebbe preferito non esserci. Secondo una prima ricostruzione, ancora confusa per gli stessi inquirenti, Roberto L., 34enne milanese, pluripregiudicato, dopo aver litigato con una donna, insieme a tre suoi amici se la sarebbe presa con i «colossi» della sicurezza. Erano le 4. E la cosa sembrava finita lì. Ma in via Merlo 3 non si sa mai come va a finire. Basti pensare che, sei mesi fa, le scale del palazzo erano piene di sangue dopo che due tizi si erano accoltellati, svanendo poi nel nulla.
Poco prima delle 7 di ieri, quindi, Roberto L. si ripresenta da solo al locale a bordo di un’auto rubata, una Micra, e, armato di un fucile a canne mozze e con una pistola infilata nella cintura, fa il suo ingresso al «Ciao Ciao club». Non appena varca la soglia del locale, ancora affollato, gli addetti alla sicurezza, che lo hanno notato arrivare dalle immagini delle telecamere, lo accerchiano e lo bloccano. E, visto che Roberto proprio non ne vuol sapere di calmarsi, loro, decisi a fargli cambiare idea e a spingerlo ad andarsene, cominciano a picchiarlo pesantemente. Tuttavia il cliente non ne ha abbastanza, vuole vendicarsi. E allora, invece di guadagnare velocemente l’uscita, con le forze che gli restano dopo averle prese, decide di sparare qualche colpo di pistola. Così tre addetti alla sicurezza - due marocchini e un egiziano di 40, 35 e 33 anni - restano feriti di striscio. Niente di grave: ricoverati agli ospedali Fatebenefratelli e Policlinico (insieme a Roberto. L., portato alla clinica Santa Rita per essere medicato per le numerosi contusioni e abrasioni) nel pomeriggio vengono tutti dimessi.
Sul posto giungono le volanti della polizia e la Scientifica, l’indagine viene gestita dall’Ufficio prevenzione generale (Upg) che arresta Roberto L. e fa diverse perquisizioni. Mentre, tra qualche giorno, sarà la divisione amministrativa a chiudere il locale. Per quanto, ancora non si sa: i titolari del «Ciao Ciao club» - una società di cui fa parte un egiziano che possiede anche un noto night club di piazza Diaz - sono avvertiti.