Il discusso «Piano-casa» non deve crollare

Il «piano casa» tanto tormentato è sempre alla ribalta: perché in Regione da una parte, leggi assessore all’urbanistica Mrylin Fusco, dall’altra una legge che sembra piena di tante contestazioni e incongruenze, non permettono di trovare un giusto equilibrio per renderla utile a tutti.
In particolare sono abbastanza sconcertati i responsabili del Collegio Geometri della Provincia di Genova, che hanno visto in Marylin Fusco la voglia e la spinta giusta per «sbloccare» tanti ostacoli (messi non si capisce bene perché), ma si sono resi conto che «qualcosa» in Regione non funziona e si continua a mettere i bastoni fra le ruote alla convinta assessore all’urbanistica. Questa almeno è la sensazione del presidente dei Geometri genovesi Luciano Piccinelli.
È così Presidente?
«È così, in effetti. Per fare un piccolo riassunto ricordo che in Regione è stata approvata la legge sul “piano casa” nel 2009, con valenza per due anni. Però sono stati molti i compromessi prima di cavar fuori questa legge che, al momento, non appare né utilizzabile né tantomeno utilizzata. Basti pensare che, a Genova, fino agli ultimi mesi solo nove pratiche erano state presentate. Non sono queste le modalità per il rilancio serio dell’edilizia».
Insomma un bel pasticcio...
«Le dirò di più durante la campagna elettorale avevamo fatto, noi geometri, delle precise richieste e Burlando ci aveva assicurato che nel caso di sua elezione, avrebbe rivisto le norme. Così come anche da altri candidati erano state fatte delle promesse in proposito, poi però tutte non mantenute».
Quindi, presidente, oggi solo la Fusco avrebbe desiderio di sbloccare questa insostenibile situazione?
«Sembrerebbe di sì. E nonostante tutti i suoi sforzi, non capiamo bene perché non esca il nuovo testo di legge, che rispetto a quello originario, contiene delle necessità che ne consentirebbero l’utilizzo».
Facciamo degli esempi?
«Certo, solo alcuni; ad esempio l’applicazione del “piano casa” a quegli immobili soggetti, anche parzialmente, a condono edilizio. Ancora: applicazione ad immobili con destinazione produttiva, o la possibilità di una “nuova identificazione” degli immobili ritenuti “incongrui”. O ancora: la definizione del nuovo concetto di “siti”... Ma questi sono solo alcuni, esempi ve ne sarebbero decine. Tutte situazioni che sono presenti nel nuovo testo, nel momento dovesse vedere la luce».
Ma, secondo lei, perché la Fusco è così ostacolata?
«Onestamente non riusciamo a capirlo. Il nostro Collegio, che è molto interessato a questa nuova legge, ha seguito e apprezzato il lavoro dell’assessore che ha ascoltato tante voci, si è informata su tutti i dettagli della legge, ha ridefinito con attenzione il testo di legge più consono. Stranamente viene ostacolata (almeno questa è la nostra sensazione) proprio da chi, in campagna elettorale, aveva promesso di facilitare queste norme e che oggi pone tanti ostacoli».
Come finirà?
«Noi ci auguriamo che prevalga il buon senso e che le proposte dell’assessore vengano accettate, perché andrebbero nel senso di un vantaggio per il rilancio vero dell’edilizia. Voglio ricordare, fra l’altro, che abbiamo proposto dal nostro Collegio molte altre leggi sull’edilizia ma sempre sono stati avanzati mille impedimenti. Come a dire: se qualcuno vuol fare, viene puntualmente fermato».
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