«Per disegnare la bellezza si deve essere indovini»

L'ad Raffaella Bancher: «Psicologia e domande giuste per azzeccare i gusti di chi compra. E farli contenti»

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Raffaella Banchero è una bella signora con capelli color miele e gambe chilometriche che sfoggia con discrezione sotto a tubini manageriali ed eleganti gonne dritte. È anche amministratore delegato del brand in Italia e Spagna, due mercati cruciali per il più importante marchio di gioielleria al mondo. I numeri di Tiffany fanno impressione sempre: 4,1 miliardi di dollari fatturato globale annuo, 12.000 dipendenti, 300 negozi monomarca in 25 Paesi. A Natal impossibile fare statistiche o previsioni: code e liste d'attesa sono una costante anche nei 9 negozi Tiffany in Italia che diventeranno 10 la prossima primavera con l'apertura di una nuova boutique in Piazza Duomo a Milano.

Cosa rappresenta Natale per voi?

«È il momento in cui dobbiamo trasformarci in psicologi e indovini. I regali sono una faccenda molto intima e personale. Devono piacere a chi li riceve, ma anche a chi li fa per cui chi li vende deve saper fare le domande giuste».

Ad esempio quali?

«Certi uomini decisi a regalare orecchini a mogli, fidanzate, figlie oppure amanti non sanno nemmeno se la signora in questione ha i buchi oppure no. Non parliamo della misura degli anelli o di altre informazioni basilari tipo porta le collane o preferisce i bracciali, ama le perle oppure no. Le donne sono più brave: riescono a influenzare l'acquisto a distanza ma sulle misure purtroppo sono imprecise».

Come risolvete il problema?

«I clienti restano sempre basiti quando chiediamo di mostrarci una foto: si comincia sempre da lì».

Altri trucchi del mestiere?

«I nostri addetti alle vendite prima di cominciare devono fare un cors per il fiocco che si deve aprire in modo speciale: come se la scatola si liberasse per magia aprendo la porta del sogno».

Cosa consiglia di regalare a un uomo a Natale?

«Prima di tutto il Tiffany T che è un oggetto trasversale: il magnifico bracciale creato da Francesca Amfitheatrof tre anni fa al suo arrivo come design director del brand. Il più nuovo della serie è il cosiddetto T black, ovvero la versione in acciaio che diventa nero e inalterabile grazie a un processo coperto da brevetto. Costa 1250 euro ed è meraviglioso. Un altro bel bracciale è il modello Knot di Paloma Picasso in cuoio e fermaglio che sembra il simbolo dell'infinito. Abbiamo di tutto e per tutte le tasche sul fronte penne, portachiavi, portafogli, cinture e gemelli: i grandi classici. Gli anelli da uomo in Italia non vanno molto, ma ovviamente li facciamo. Io consiglio sempre il fermasoldi a forma di dollaro. Non costa una follia (320 euro in argento, circa mille in oro ndr) ed è un bell'oggetto».

Per le donne cosa consiglia?

«Uno dei must di quest'anno sono gli anelli della collezione Out of retirement, tre modelli strepitosi dall'aria decò. Dovevamo farli solo in oro ma la versione d'argento della piramide è andata a ruba: costa 580 euro ed è un piccolo capolavoro. Poi c'è la linea Return to love con cuoricini che decorano orecchini, pendenti, anelli, ciondoli e medagliette. Le più nuove sono quelle con il nome di alcune città italiane: Milano, Roma, Firenze, Venezia e Verona. Io adoro i diamanti al metro, ovvero la celebre collana creata da Elsa Peretti nel '74. C'è di tutte le misure (dal girocollo all'ombelico) in oro, argento, platino, diamanti oppure pietre colorate e anche perle».

Vendete i vostri celebri brillanti anche a Natale?

«Soprattutto a Natale e non solo per risparmiare un regalo, ma perché fidanzarsi nel giorno più bello dell'anno è fantastico, vuoi mettere l'emozione?».