Disfatta improvvisa ma questa non è F1

Una gestione-pneumatici tremendamente difficile: questa è la sintesi di un Gp del Canada molto deludente. Obbiettivamente, queste gomme "soft" e "super-soft" non si sono mostrate all'altezza della competizione. Tuttavia, la patata bollente è passata nelle mani dei tecnici dei "top-team", tra i quali soltanto quelli della McLaren, come in evoluzione dall'inizio del mondiale, hanno mostrato grandi capacità, pur senza solide convinzioni, come dimostrato dalla diversificazione tra il vincitore Hamilton ed il più disastroso tra i perdenti, Button, che possiede doti di fondo superiori. Che tristezza assistere alle cadute verticali di grandi binomi uomo-macchina, come Vettel-Rbr e Alonso-Ferrari. Soprattutto cocente la disfatta di Maranello, al comando fino a sei giri dalla fine e di qui al traguardo in un precipizio vergognoso. Spiacente, ma questa non è più Formula 1; non è più Grand Prix. Non si può costruire tecnicamente una vittoria, per poi mandare tutto in fumo con il burro fuso di pneumatici inadatti.
A difesa della tecnica della McLaren, bisogna rammentare che con Hamilton è stata la più efficace in qualifica, con tre "pole" e con ritardi mai superiori allo 0,5% del tempo sul giro. Ormai impensabile puntare al successo con un solo cambio-gomme, diventa ardua anche la strategia a rapporti accorciati della Rbr, parzialmente o meno esageratamente imitata per la prima volta dalla Ferrari. Perché si accorcia il rapporto finale di trasmissione? Semplicemente perché maggiori sono gli sforzi di trazione. Quindi, un sensibile beneficio in termini di erogazione della potenza (una volta al giro, tale erogazione è comprensiva del kers), all'uscita di curva, entrando in rettilineo con l'incremento più rapido possibile della velocità, per beneficiare della differenza, prima della successiva frenatura. Il rovescio della medaglia è dato dalla maggior usura delle coperture, in balia degli sbalzi di temperature, veramente disastrosi e tali da produrre gravi capovolgimenti di condizioni, come mostrato da Ferrari e Rbr. Insomma, tutto da rivedere seriamente, come materiale e come capacità di gestione.
Commenti
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wilegio

Lun, 11/06/2012 - 09:47

Così si fa spettacolo: questo vuole Ecclestone e le tv che lo pagano. Ormai lo sport non c'entra più niente.

Ezechiello

Lun, 11/06/2012 - 18:21

C'è stato un consumo anomalo e improvviso dei pneumatici posteriori dovuto alle altissime temperature d'uso che hanno bruciato la gomma rendendola più dura e soprattutto meno efficace in accelerazione. Il problema è un problema che in Ferrari è più accentuato che in altre vetture: infatti Grosjean e Perez non hanno avuto lo stesso problema. Non effettuando un secondo cambio gomme come ha fatto Hamilton e in successione, ma in ritardo Vettel, Alonso ha perso, in 18 giri, qualche cosa come 40 secondi una enormità. L'azzardo era una sicura rimessa. Domenicali più tattica e meno scommessa!